Ottobre 21, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Brunello Cucinelli, crescita a due cifre anche nel 2015 e nel 2016

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L’ECCELLENZA ITALIANA CHE FUNZIONA. UN SETTORE CHE PERFORMA E NON CONOSCE CRISI. DIVIDENDI DISTRIBUITI, PREMI E ABITAZIONI AI DIPENDENTI, PREVISIONI DI APERTURA DI NUOVI NEGOZI AL RITMO DI 7-8 L’ANNO.

IL SEGRETO DEL SUCCESSO DI QUESTO TIPO DI IMPRENDITORIA  E’ PUNTARE SULLA QUALITA’

IL SISTEMA ITALIA PUO’ CREARE OCCUPAZIONE E RICCHEZZA CON IL MADE IN ITALY ANCHE DURANTE LA CRISI. BASTEREBBE AGEVOLARE I  PROGETTI DI QUESTI CORAGGIOSI E CAPACI IMPRENDITORI

Il gruppo del lusso Brunello Cucinelli stima per il prossimo biennio una crescita a doppia cifra in termini sia di margine operativo lordo sia di ricavi. “Per i prossimi due anni prevediamo una crescita sana a due cifre in termini di ebitda e di fatturato”, ha affermato oggi il presidente e ad, Brunello Cucinelli, durate la presentazione al mercato tenuta nella sede di Borsa Italiana nell’ambito del meeting Luxury & Finance 2014.

Anche nel 2015 e nel 2016 “vorremmo continuare a distribuire dividendi con un pay-out nell’ordine del 25% del nostro profitto”, ha assicurato. Il tutto senza rinunciare agli investimenti: “intendiamo continuare a investire, in termini del 3-5% del fatturato annuo”. Nell’ultimo triennio l’azienda ha investito 110 milioni di euro.

Per quanto riguarda quest’anno Cucinelli ha dichiarato che “sarà un anno molto interessante e speciale”, confermando l’obiettivo di un incremento a doppia cifra sia del mol sia del fatturato. “Siccome siamo già a ottobre, crediamo che il risultato sarà raggiunto facilmente”, ha detto convinto.

L’imprenditore umbro ha anche annunciato che l’azienda aprirà altri negozi, al ritmo di 7-8 l’anno. “Apriremo negozi in posti speciali e costosi”, ha sottolineato. La casa di moda continuerà infatti a puntare sull’abbigliamento di lusso, soprattutto da giorno e per la donna. “Con gli accessori realizziamo solamente il 15% del fatturato, ma penso che in questo momento ci sia necessità di abbigliamento soprattutto da giorno”, ha osservato.

Nell’ultima collezione a livello di ricavi la casa ha realizzato il 67% del giro d’affari con la collezione femminile e il 33% con quella maschile. “Andando avanti il mix tra uomo e donna rimarrà nell’ambito del 40%-60%, anche perché lo scontrino medio per la collezione femminile è più alto”. La società è anche attenta al canale Internet. “Credo molto in Internet, stiamo investendo nella piattaforma, ma vorremmo anche in questo caso creare un Internet artigianale”, ha affermato ancora il fondatore.

Brunello Cucinelli ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 15,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 13,3 milioni dello stesso periodo del 2013 (+17,8%). L’ebitda si è attestato a 30,6 milioni (+12,9%). In borsa il titolo, che da inizio anno ha perso oltre il 35% del suo valore, anche oggi flette del 2,09% a quota 15,92 euro con alcuni investitori preoccupati per il rallentamento della crescita in Cina e il minor flusso di turisti cinesi. Ma il fatturato generato a Hong Kong pesa poco su ricavi totali di Brunello Cucinelli, di più (circa il 7/8% del totale) per Salvatore Ferragamo e perTod’s (circa il 9/10%).

A livello di mercato, Brunello Cucinelli realizza, infatti, il 33% del fatturato negli Stati Uniti, il 33% in Europa, il 18% in Italia, il 5% in Cina e il 10% circa nel resto del mondo. “L’America per noi rimane il primo mercato”, ha concluso il fondatore, “anche l’Europa va bene e si muove nella parte alta delle collezioni. Non abbiamo risentito di quanto avviene in Russia, anche perché i russi benestanti girano e acquistano all’estero”. La società negli ultimi tre anni ha rivisto al rialzo il listino prezzi in media dell’11,3%.

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