Dicembre 6, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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-8,5% . PERCHE’ LA CINA PREOCCUPA?

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PERCHE’ LA CINA PREOCCUPA?
ALL’INIZIO ERA LA CRESCITA VERA, IL PIL A DUE CIFRE HA ATTRATTO INVESTIMENTI SEMPRE MAGGIORI. LA CRESCITA HA AGEVOLA LA BOLLA SPECULATIVA IN BORSA. LA BOLLA E’ STATA GONFIATA PER DARE INCENTIVI E ATTRARRE CAPITALI SEMPRE MAGGIORI SUI MERCATI. MA NON PUO’ DURARE IN ETERNO OVVIAMENTE, SOPRATUTTO CON UN OCCIDENTE CHE NON PERFORMA PER NIENTE.

La Cina spaventa i mercati, crolla Shanghai. La Borsa di Atene resta chiusa

Calano i profitti dell’attività industriale cinese, nuovo choc per la Borsa di Shanghai: -8,5%. Anche i listini europei seguono in ribasso, mentre prosegue la fase di debolezza delle materie prime. Euro sopra 1,1 dollari in attesa delle decisioni Fed sui tassi, la fiducia tedesca oltre le attese
MILANO – Ore 12:30. L’attività economica cinese dà nuovi segnali difficoltà, così i mercati globali estendono la fase di debolezza che li ha portati a registrare la peggiore settimana dell’anno. L’indice Msci Asia Pacific ha lasciato sul terreno più di un punto. Il comparto dell’Est è stato appesantito dal crollo record di Shanghai: -8,48%, il peggior giorno da oltre otto anni, con Hong Kong che segue a -3,1%. Il listino della Cina continentale veniva da una fase di recuperi, dopo il tracollo registrato da metà giugno, che ha portato in poche sedute a cancellare un terzo del valore azionario raggiunto nella lunga galoppata di questo 2015. Da tempo si era però diffusa la sensazione che il recupero fosse solo legato alle misure anti-scoppio della bolla, ma che prima o poi la fuga degli investitori sarebbe ripresa.
Anche i listini europei trattano in negativo, mentre le materie prime ampliano i ribassi con il Bloomberg Commodity Index (un paniere di tredici elementi) che si conferma ai minimi da tredici anni. In Grecia, l’attività borsistica resta al palo: la Piazza ateniese è chiusa dal 29 giugno scorso e la Bce ha negato una riapertura senza alcuna costrizione. Dovrà essere il Ministero delle Finanze a stabilire i paletti sul mercato, mentre i tecnici sono impegnati a riprendere le trattative per arrivare alla definizione del terzo piano d’aiuti: bisognerà chiudere entro il 20 agosto, quando scade una nuova tranche di rimborsi verso la Banca centrale europea.
Milano si conferma in rosso con un calo dell’1,3%. Francoforte e Parigi sono allineate con un ribasso intorno all’1,1%, Londra tiene meglio e tratta vicino alla pari. Tra i singoli titoli milanesi, Sorin e Fca tengono banco: per la prima, lo Stato italiano si è opposto alla fusione con Cyberonics, mentre Fiat Chrysler è interessata da una importante sanzione negli Usa legata ai richiami da effettuare su alcune vetture. L’euro si muove in crescita in avvio di settimana: la moneta unica avanza a quota 1,107. Stabile lo yen in area 136,7. Sul mercato valutario si guarda alla Federal Reserve: i banchieri centrali Usa si riuniscono in settimana per decidere la strategia da attuare sul costo del denaro, mentre una quota sempre maggiore di analisti si aspetta il primo rialzo dei tassi (manca dal 2006) nel mese di settembre. Andamento in leggero rialzo per lo spread tra il Btp decennale e il Bund tedesco, che sale in area 120 punti base con il rendimento del titolo italiano all’1,9%.
Segnali positivi, in una giornata pesante, dall’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche: sale a luglio a 108 punti e supera le previsioni. Stando ai dati diffusi da Destatis, i prezzi dell’import a giugno in Germania sono invece calati dello 0,5% a giugno rispetto al -0,2% di maggio. Su base annua il calo è dell’1,4% rispetto al -0,8% di maggio. Gli Stati Uniti pubblicano gli ordini di beni durevoli e l’indice manifatturiero della Fed di Dallas. Banca d’Italia diffonde i dati su Moneta e altre informazioni sul bilancio delle Imf residenti.
Come accennato, a Est hanno pesato i dati cinesi: a giugno i profitti dell’attività industriale sono calati dello 0,3% su base annua rispetto al +0,6% registrato a maggio. Tutti i listini hanno così trattato deboli: a Tokyo, l’indice Nikkei al termine delle contrattazioni ha segnato una flessione dllo 0,95% a 20.350 punti. Wall Street riparte dopo la quarta chiusura in rosso consecutiva (venerdì scorso), quando ha terminato un’ottava caratterizzata da movimenti dei listini dovuti alle trimestrali societarie. Il Dow Jones ha ceduto il 2,9% nella settimana, lo S&P500 il 2,2% e il Nasdaq il 2,3%. Per il Dow è stata la peggiore ottava da fine gennaio mentre per gli altri due indici da marzo.
Tra le materie prime, continua il calo dei prezzi del petrolio sui mercati asiatici. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre sono scambiati in calo di 20 centesimi a 47,94 dollari al barile mentre il Brent

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