LA STAZIONE DI NAPOLI AFRAGOLA FUTURO CHE E’ GIA’ QUI’

LA STAZIONE DI NAPOLI AFRAGOLA

…ad appena 10 minuti dall’arrivo, ricordo di aver chiesto a una signora come potevo riconoscere  la stazione, la signora ha così replicato: “vedrà una cattedrale nel deserto e riconoscerà la stazione di Afragola”. Appena sceso dal treno ricordo di aver spalancato la bocca e di non aver mai cambiato espressione fino a sera….

Recensita dall’architetto inglese per BBC, Jonathan Glancey che l’ha definita: “una sorprendente stazione che  si contorce come un fiume, su  otto binari ferroviari, collegando la periferia esterna di Napoli, un tempo divisa. È allo stesso tempo uno spettacolare ponte a forma di serpente che esprime il dinamismo delle ferrovie italiane. Con i loro treni serpeggianti anch’essi in una stazione principale con biglietterie, caffè, uffici, negozi e vedute mozzafiato del Vesuvio. Nel paese dei terremoti e dei vulcani, ove l’ingegnosità strutturale dell’edificio si esprime attraverso le forme della sua architettura dinamica. Mentre la struttura sinuosa appare senza soluzione di continuità una valida difesa per i terremoti, visto che ogni singola macro-sezione è in grado di muoversi da sola scaricando a terra le vibrazioni sismiche”.

 

nell’immagine un rendering grafico del progetto

La Campania sotto i riflettori internazionali per il varo di una infrastruttura unica nel suo genere, a firmarla, anche questa volta, lo studio fondato dall’archistar anglo-irachena Zaha Hadid scomparsa nel 2016. La stazione Alta Velocita’ di Napoli Afragola è figlia di uno dei concorsi internazionali di progettazione con cui il gruppo FS Italiane – attraverso la controllata RFI e la società di scopo TAV – si fece promotore, all’inizio degli Anni Duemila, “dell’avvio di una nuova stagione della grande architettura ferroviaria in Italia”. Un disegno ambizioso che oggi, 14 anni dopo il lancio delle quattro competizioni destinate ad altrettante città, può dirsi in buona parte ultimato, grazie all’entrata in attività di Torino Porta Susa AV e di Roma Tiburtina – quest’ultima copre un volume di 51 milioni di utenti annui, con circa 500 treni giornalieri – e l’imminente avvio, intanto in forma parziale, del traffico anche a Napoli Afragola. Sul risultato complessivo dell’operazione pesa tuttavia l’incertezza legata a Firenze Belfiore, la cui vicenda resta di complessa definizione.

UNA CATTEDRALE NEL DESERTO? DIREI PROPRIO DI NO…

 

Il contributo di Napoli Afragola al panorama infrastrutturale del Mezzogiorno è imponente, e oltre alla bellezza ed il profondo stacco estetico dato dal disegno di per se, c’è molto di più, ci sono gli obiettivi anche nel lungo periodo notevoli. La nuova stazione sarà infatti lo snodo che renderà più vicine Puglia, Calabria e Sicilia con il resto dell’Italia e “non una cattedrale nel deserto, ma un nodo che garantirà una fermata napoletana senza far entrare e uscire i treni da Napoli Centrale, vero problema logistico vista il sintomatico problema di traffico, con notevole risparmio di tempo per chi è diretto più a Sud. Sono già pronte  a partire 18 coppie di treni, tra FS e Italo”. Un percorso che, stando alle previsioni, acquisirà piena consistenza nel giro del prossimo quinquennio. Entro il 2022, infatti, la stazione dovrebbe conseguire la massima operatività divenendo il “polo di interscambio modale con linea AV/AC Roma – Napoli – Salerno e con l’asse ferroviario Alta Capacità Napoli – Benevento – Bari, attraverso la variante Napoli – Cancello. Inoltre, come fermata intermedia del servizio a AV/AC Roma – Napoli – Salerno servirà direttamente il territorio dell’hinterland napoletano, casertano e nolano, vasto e densamente abitato”.

UNA “STAZIONE PONTE”

Schermata 2018-02-02 alle 09.54.14nell’immagine un rendering grafico del progetto

Nonostante le alterne vicende del cantiere – alla posa della prima pietra, nel 2010, avrebbe dovuto far seguito entro il 2011 l’ultimazione di un’ampia porzione dell’intervento –, a imprimere il cambio di rotta, dopo il periodo di stop, è stata l’aggiudicazione dell’appalto da parte dell’ATI formata da Astaldi – NBi, nel marzo 2015. Importo complessivo? Circa 61,1 milioni di euro. La stazione è stata concepita come un ponte sinuoso, con un’altezza massima pari a nove metri al di sopra dei binari. Una soluzione messa a punto dai progettisti, tra gli altri motivi, per evitare la formazione del classico “retro” e favorire la nascita di un flusso di attraversamento pedonale univoco, capace di intercettare le attività che prenderanno forma nella galleria commerciale sopraelevata. “Il ponte” – precisa una nota di progetto – “attraversa i binari, si piega alle due estremità per assumere la forma di una S rovesciata e si inserisce in diagonale nella serie di linee parallele presenti nel terreno”: una modalità che enfatizza lo slancio verso il dinamismo che da sempre ha caratterizzato la visione di Zaha Hadid.

 

COME UN FIUME CHE SCORRE

Lunga 400 metri con una superficie superiore a 30.000 metri quadrati, Napoli Afragola è contraddistinta dall’andamento dinamico della copertura, con una vetrata di oltre 5mila metri quadrati. A definirla sono “pannelli intelligenti” in grado di recuperare energia e, nello stesso tempo, di diffondere e controllare l’ingresso della luce solare diretta. Il volume principale è caratterizzato da ulteriori 6mila metri quadrati di vetrate, dipendenti dalla struttura portante in calcestruzzo e acciaio. Per identificare la qualità degli spazi interni, l’immagine evocata da Zaha Hadid Architects è quella di un “fiume che ha scavato il suo letto attraverso la solida roccia. Al centro scorre l’elemento dell’atrio con la sua fluida copertura vetrata. Entrambi i lati del canyon sono erosi dai flussi del traffico”. Distribuiti su due livelli, gli interni si dividono tra l’atrio, dal quale si accede direttamente ai binari, e la galleria commerciale. L’inaugurazione della stazione AV Napoli Afragola ha preceduto di alcuni mesi l’apertura della Generali Tower, a Milano, che – stando alle previsioni – entro l’anno diverrà la nuova sede del noto gruppo assicurativo. Con un’altezza pari a 170 metri, il grattacielo di Zaha Hadid è compreso nel progetto di riqualificazione urbanistica e architettonica CityLife, nel quale rientrano anche alcune residenze sviluppate dalla stessa progettista.

Alessandro Sicuro Comunication

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