Alla scoperta dei tesori dell’Abruzzo

 

L’ABRUZZO

Ciao caro Alessandro! In questi giorni di vacanza mi trovo in terra d’Abruzzo e quindi ne approfitto per far conoscere ai tuoi affezionati lettori questa regione italiana poco conosciuta ma piena di magia, dove l’aspro e il selvaggio dell’entroterra si mescolano con la dolcezza della costa e la particolarità dei suoi trabocchi fino a creare un unicum imprevedibile e di grande fascino. L’imprevedibilità la puoi cogliere nei suoi borghi arroccati tra le montagne dove ci puoi arrivare un po’ alla volta curva dopo curva; prima li noti da lontano, fino a quando la macchia chiara tra il verde incontaminato della natura ti appare sempre più grande e dopo l’ultima curva ti trovi davanti finalmente a questi piccoli gioielli di pietra dove il tempo sembra essersi fermato.
Ogni singolo concio lapideo di Castelvecchio Calvisio, di Castel del Monte, di Bominato, di Caporciano, di Navelli, di Scanno, di Guardiagrele, di Pacentro (luogo d’origine della famiglia della cantante Madonna), di Rocca S. Giovanni.. se lo sai ascoltare ti racconta di storie lontane nel passato dove i greci e i bizantini hanno incontrato le popolazioni locali dei Sanniti e dei Vestini, lasciando opere uniche come il Guerriero di Capestrano; dove ci sono state le dominazioni dei Longobardi e di Federico II, oppure delle vicende della famosa famiglia fiorentina dei Medici che qui avevano dei possedimenti e furono i Signori di S. Stefano di Sessanio dal 1579 al 1743.

Storie di lunghi assedi e rispettive difese che hanno portato alla costruzione di arditi castelli e fortificazioni come la suggestiva Roccascalegna e l’imponente Castello di Crecchio, sede del Museo Bizantino e Alto medioevale dell’Abruzzo; per non dimenticare poi scrigni preziosi opere della fede cristiana dei primi secoli dopo il mille come l’Abbazia di S. Giovanni in Venere a Fossacesia o la Chiesa di S. Maria Assunta e l’Oratorio di S. Pellegrino entrambi a Bominaco. Poi se sali sempre di più lungo le strade di montagna, oltre i 1000 metri, puoi arrivare nel Parco Nazionale d’Abruzzo con le sue ampissime estensioni di praterie, incontaminate e selvagge, dove è la natura che domina e regna sovrana e dove il senso del tempo non viene più percepito; qui puoi entrare in una dimensione più grande oltre alla nostra. A Campo Imperatore, dove il lupo e le aquile sono di casa, quando ti siedi nell’erba e inizi a scrutare l’orizzonte intorno a te, che scorre senza interruzioni di sorta, dove solo il gracchiare dei corvi grigi e il vento tra le doline interrompono il silenzio più assoluto, puoi percepire il senso dell’infinito.. e una grande pace sostituisce lo stress che caratterizza la vita frenetica di ogni giorno.

Il titolo di questo articolo ricorda un film del 1985, penso uno dei più trasmessi nelle tv italiane, ambientato nel medioevo in paesaggi mozzafiato tra castelli e monasteri; come saprai Alessandro il famoso film Lady Hawke è stato girato in parte in questa zona d’Abruzzo, tra le distese infinite di Campo Imperatore, dove l’aquila viene f…

Il film fantasy racconta infatti la storia di due nobili amanti che non riescono mai a stare insieme perché lei di notte diventa un’aquila e lui di giorno diventa un lupo, fino a quando con l’aiuto di un ragazzino durante un eclissi riescono a..  Il finale é quello classico ma io Alessandro ti ricordo queste scene del famosissimo film perché camminare in questi parchi di montagna, in questi altopiani e lungo le praterie delle vallate dell’entroterra abruzzese è un po’ in effetti come sentirsi il ragazzino amico di Lady Hawke che vaga nei boschi accompagnato da un’aquila sul braccio e da un lupo al fianco.. con una sensazione di libertà quasi ancestrale.

Parlando di un altro tesoro delle terre d’Abruzzo oltre a quello paesaggistico ed architettonico, quello culinario, ti posso dire che oltre alla fantastica pasta fatta in casa e ai famosi arrosticini qui si possono gustare ottimi piatti a base di tartufo nero e porcini, ricotta e pecorino che arrivano dalla montagne, le frappe salate col rosmarino, mentre lungo la costa è da non perdere un buon piatto di pesce da gustare in un trabocco a S. Vito Chietino o Fossacesia, direttamente con il mare sotto ai piedi.. Da non scordare come dolci le pizzelle con ripieno di ricotta e mandorle, le nevole di Ortona col mosto fritto ed infine il classico parrozzo.

In questo viaggio nel fantastico Abruzzo, gioia per gli occhi e gioia per il cuore, non dimentichiamoci infine di ammirare le opere fatte a mano in tombolo aquilano (splendide quelle a S. Stefano di Sessanio) o di partecipare alla caccia al tartufo con i simpatici meticci nella zona di Barisciano, nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

I LOVE  ABRUZZO!

Un salutone Alessandro e alla prossima avventura!

Sofia Festi Graiz

 

 

Alessandro Sicuro

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