BORSE IN EUROZONA DEBOLI

Europa tutta debole, spread su nuovi massimi a 314 punti 09/10/2018 ORE 12:37

La Borsa di Milano torna a scendere, ma almeno è in linea con il resto d’Europa. Dax di Francoforte -0,5%, Cac40 di Parigi -0,3%. FtseMib a Piazza Affari -0,5%.

Il BTP a dieci anni si indebolisce a 3,70% di rendimento, da 3,56% di ieri. Bund a 0,55%. Lo spread sale ancora, ora vale 314 punti, nuovo massimo da metà febbraio.

Nell’audizione di Giovanni Tria davanti alla Commissione Bilancio della Camera, terminata da poco, il ministro ha sottolineato quanto sia importante “Ridurre sensibilmente, entro i primi due anni di legislatura, il divario di crescita con l’Eurozona e conseguire una prima diminuzione significativa del rapporto debito pil nell’arco del prossimo triennio”.

L’Italia si trova in una situazione di “ritardo nella crescita dell’economia e dell’occupazione, un ritardo non più accettabile a dieci anni dalla crisi”, ha poi detto il ministro evidenziando che il Pil è ancora 4 punti inferiore rispetto al 2008, i divari territoriali “si sono ampliati” e “le persone in povertà” e in stato di deprivazione materiale e a scarsa intensità di lavoro sono 17,4 milioni secondo i dati 2017, con una distanza di 4,5 milioni rispetto agli obiettivi di Europa 2020.

Grande risalto sui giornali agli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani. La Lega è al 48% nel Nord-Est (+19% sul 4 marzo), i Cinquestelle sono al 17%, (meno 6,8% sulle politiche). Nord-Ovest: Lega al 43,2% (+17,5 rispetto al 4 marzo); Cinquestelle al 17,6 (-6% sulle politiche). Al Sud: Lega al 22-25% (+16% sulle politiche), Movimento 5 Stelle oltre il 40%.

Il petrolio Brent sale dello 0,6% a 84,4 dollari il barile, dal -0,3% di ieri. La furia dell’uragano Michael ha costretto alla chiusura alcuni impianti di produzione nel Golfo del Messico. Anche se non ha un impatto immediato sui prezzi, è rilevante l’annuncio di ieri sera arrivato da BP, la società petrolifera inglese si è accordata con la compagnia nazionale della Libia per riavviare l’esplorazione in un’area nel Nord del Paese dove le trivellazioni si erano fermate nel 2014. Eni (ENI.MI) rileverà il 42% del progetto e assumerà il ruolo di operatore leader. Intanto, gli analisti si aspettano un incremento delle scorte di petrolio e distillati degli Stati Uniti.
Nella notte è arrivato il taglio alle stime di crescita mondiale da parte del Fondo monetario internazionale: il venir meno degli stimoli fiscali negli Stati Uniti, insieme al rallentamento della Cina, si traduce in una correzione della previsione per il 2018 e per il 2019 a +3,7% di crescita, dal +3,9% stimato in aprile.

Il FMI conferma le stime sull’Italia, ben distanti da quelle contenute nella nota di aggiornamento al DEF: +1,2% nel 2018 e +1% nel 2019. E’ la crescita più bassa fra i Paesi dell’area euro, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia.

Il debito pubblico italiano è atteso in calo dal 131,8% del 2017 al 130,3% del pil quest’anno e al 128,7% del pil nel 2019, scendendo al 125,1% nel 2023. Il deficit è atteso scendere dal 2,3% del 2017 all’1,7% nel 2018 e nel 2019, per attestarsi al 2,2% nel 2023.
Il bollettino segnala un “deterioramento della domanda interna ed esterna e l’incertezza legata all’agenda del nuovo governo”.

“Le previsioni” del Fondo monetario internazionale sulla crescita dell’Italia, “dovrebbero essere riaggiornate nel rispetto della nostra nota di aggiornamento del Def”. Lo ha detto stamattina il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine di una lezione agli studenti dell’Ateneo di Firenze.  by : http://www.websimaction.it

 

Alessandro Sicuro Comunication

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