PITTI UOMO VA IN ARCHIVIO E PASSA IL TESTIMONE A MILANO

 

Pitti Uomo chiude con meno presenze

Pitti Uomo archivia la 97esima edizione con un -10% delle presenze totali rispetto al gennaio 2019, «ma è un calo fisiologico e atteso, dove pesa soprattutto il risultato degli italiani», specifica un comunicato diffuso da Pitti Immagine.

Come fa notare Agostino Poletto, direttore generale dell’ente fiorentino, «si parla di circa 21.400 veri compratori, di cui più di 8.300 esteri, dimensioni che solo questa manifestazione può vantare a livello mondiale. D’altra parte, se la crescita delle economie sviluppate è debole, se anche la Cina e la Germania rallentano, se i consumi europei e soprattutto italiani sono stazionari, se le tensioni sociali aumentano e lo scenario geopolitico globale è in forte ebollizione, come possiamo pensare che tutto ciò non si traduca in una maggiore prudenza da parte dei compratori?».

Al netto di tutti questi fattori, il d.g. di Pitti Immagine si dice «molto contento di come sono andati gli affari in Fortezza e anche in città, con gli eventi e la qualità delle tante presentazioni. Il merito va anzitutto allo straordinario lavoro degli oltre 1.200 espositori di Pitti, che hanno portato a Firenze i frutti della loro ricerca su materiali e tecniche manifatturiere e di una sapiente innovazione stilistica, oltre a più raffinate strategie di comunicazione e promozione».

«Un merito – aggiunge il manager – da dividere con i nostri curatori marketing, che hanno scoperto tanti brand nuovi e interessanti da tutto il mondo e costruito un’offerta ampia, diversificata e per molti versi inedita, apprezzata dagli addetti ai lavori. Le boutique più influenti, i grandi department store, le piattaforme e-commerce di fascia alta c’erano tutti».

«La partenza stavolta è stata difficile – ammette Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine -. Il calendario internazionale ci ha imposto di partire immediatamente a ridosso delle vacanze natalizie, oltretutto in coincidenza con l’avvio dei saldi, che per la stragrande maggioranza dei dettaglianti sono vitali. Poi abbiamo recuperato e alla fine, anche in termini puramente numerici, siamo più che soddisfatti, come lo sono gli espositori».

Il prossimo anno, come anticipa Napoleone, Pitti Uomo slitterà alla settimana successiva «e sarà un bene per l’intero sistema. Ma quello dei numeri nudi e crudi è un fatto con il quale tutti i saloni di qualità devono confrontarsi, con realismo e senza paura. Innanzitutto questa è una rassegna della moda maschile di fascia alta e in questo spazio, in tutto il mondo, la distribuzione si sta concentrando a ritmi accelerati, per non parlare delle quote crescenti di vendita sulle piattaforme online di qualità. Questo significa che ci sono meno negozi, meno compratori, ma la capacità di spesa del singolo soggetto commerciale è molto aumentata».

«Per noi italiani – sottolinea il ceo – sarebbe sufficiente girare per le strade per rendersi conto di quanti negozi abbiano chiuso in questi anni. Gli stessi brand fanno selezione, si stanno ritirando da quella distribuzione che non dà garanzie di tenuta, di servizio e di cura dell’offerta al consumatore».

«Capisco che per i non addetti ai lavori vedere un segno meno possa indurre a formulare giudizi controversi sul successo o meno di una manifestazione – conclude Napoleone – e anche certe preoccupazioni degli operatori economici cittadini, che per pratica e istinto guardano comprensibilmente ai ricavi immediati. Tuttavia, il valore di un salone come Pitti Uomo ha bisogno di essere stimato sulla base di criteri più ampi e duraturi: nuove opportunità di export per i brand più dinamici, l’impatto della comunicazione, la guida strategica delle politiche promozionali di un intero settore, la diffusione delle innovazioni, il confronto ravvicinato tra i diversi segmenti della filiera produttiva e tra buyer e aziende, la rilevanza degli elementi culturali. Pitti è un riferimento che resta tale anche nei tempi di bonaccia, come in quelli di tempesta».

Ecco una prima classifica dei 20 mercati più importanti di Pitti Uomo: Germania, Giappone, Olanda, Regno Unito, Spagna, Turchia, Francia, Svizzera, Belgio, Usa, Russia, Corea, Cina, Austria, Grecia, Portogallo, Svezia, Danimarca, Canada, Cina-Hong Kong (nella foto, buyer in Fortezza da Basso).

 

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