GLI EVENTI DELLA MODA PASSANO A MILANO

MILANO

Dopo Pitti Uomo il menswear approda all’ombra della Madonnina. Parte oggi la nuova edizione di Milano Moda Uomo, fino a martedì 14 gennaio il capoluogo lombardo ospiterà 27 sfilate in calendario e oltre 30 presentazioni. Da alcune stagioni la manifestazione aveva sofferto la scelta di alcune maison di optare per il formato co-ed durante la kermesse femminile. Questa stagione, invece, hanno messo da parte la passerella unificata Gucci, che chiuderà le sfilate martedì 14, N°21 e Salvatore Ferragamo.

Tornano in calendario anche Prada che a giugno era volata a Shanghai, Msgm, guest dell’ultima edizione di Pitti Uomo, Iceberg, di rientro da alcune stagioni a Londra, e Miaoran. Debuttano in passerella Fabio Quaranta che sfilerà supportato da Cnmi, il danese Han Kjøbenhavn e il cinese Reshake.
A inaugurare la manifestazione ci penserà Dsquared2 stasera celebrando il 25° anniversario del brand, seguito dallo show di Ermenegildo Zegna. In calendario anche Stella McCartney e Alexander McQueen che sveleranno le proprie collezioni A/I 2020-21 attraverso delle presentazioni.
Supportati da Cnmi sfileranno Numero 00MiaoranMaglianoJieda e David Catalan.
Dsquared2, Neil BarrettMarcelo Burlon County of Milan, Han Kjøbenhavn, Spyder e Sunnei sfileranno in formato co-ed. Nell’ambito del progetto di Camera della Moda in collaborazione con Confartigianato Imprese e con il supporto del Mise e Ice Agenzia avrà luogo la sfilata di Marco De Vincenzo.

Presentano inoltre per la prima volta Philippe Model ParisPiacenza CashmereKB HongUnited StandardMarinellaMatchless LondonB+Plus e Chorustyle, mentre torna a presentare Harmont & Blaine. Lunedì 13 gennaio sfilerà a Palazzo del Ghiaccio il vincitore del Bfc/Gq Designer Menswear Fund & Newgen, A-Cold-Wall.
Tra gli eventi c’è anche un talk Diesel dedicato alla sostenibilità con Renzo Rosso e Livia Firth.

Camera Nazionale della  Moda Italiana in collaborazione  con Confartigianato  Imprese e con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e Ice Agenzia ha inoltre presentato un progetto di valorizzazione della settimana della moda uomo. “Si tratta – si legge in una nota – di una serie di iniziative con duplice finalità: presentare a livello internazionale Milano e l’Italia come polo produttivo della moda, mettendo in luce il sistema delle piccole e medie imprese italiane e facendo conoscere a livello mondiale il know-how che ci contraddistingue; valorizzare la proposta italiana della moda uomo, che inizia a Firenze con Pitti e prosegue a Milano con la fashion week”.

Tra le varie iniziative, spicca la collaborazione tra Cnmi e il British Fashion Council che porterà a Milano una parte della London Fashion Week. ‘London Show Rooms’ occuperà lo Spazio Savona 56. All’interno del contenitore di talenti verranno presentate le collezioni di 10 designer emergenti inglesi e 5 italiani. Protagonisti del progetto saranno anche gli studenti italiani che studiano nelle scuole di moda inglesi, sottolineando la sinergia tra il sistema formativo italiano e quello inglese.

“Come Cnmi – ha dichiarato il presidente Carlo Capasa – siamo convinti che la collaborazione con Bfc sia, per entrambi, una preziosa opportunità per realizzare un importante lavoro di congiunzione e unione tra i nostri mondi. Questo progetto darà a Cnmi la possibilità di espandere i suoi orizzonti e di rendere Milano Moda Uomo ancora più internazionale. Ospitare le sfilate di stilisti emergenti internazionali è una sfida che ci entusiasma. Ci auguriamo che poter conoscere e osservare studenti promettenti del mondo della moda, in arrivo dal Regno Unito, possa farci scoprire quali saranno le prossime evoluzioni nel mondo della moda e i trend delle nuove generazioni”.

La kermesse milanese segue come di consueto Pitti Uomo; la 97esima edizione della fiera fiorentina si è conclusa oggi. In un primo bilancio il direttore generale di Pitti Immagine Agostino Poletto comunica che le presenze sono in linea con i risultati delle ultime stagioni, che vedono ai primi posti i compratori da Germania, Giappone, Regno Unito, Spagna, Francia, seguiti da Stati Uniti, Corea, Russia, Cina e gli altri principali mercati europei. “D’altra parte – spiega il manager – i numeri nudi e crudi di presenze ci dicono ormai poco o niente sulla reale consistenza di un salone globale come Pitti Uomo, quando, pochi buyers scelti fanno volumi di ordini paragonabili a quelli che fino a qualche anno potevano sostenere centinaia di piccoli negozi. Questa è di gran lunga la cosa più importante per i brand che espongono”.
Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine, sottolinea la voglia di superare le difficoltà e le chiusure che sembrano caratterizzare questa fase delle relazioni internazionali e le tensioni sociali presenti in non pochi importanti paesi. “Pitti Uomo non è soltanto un salone commerciale di successo per la moda e il lifestyle maschile di successo, è un sismografo delle tendenze sociali culturali, che poi si riflettono sui comportamenti di consumo e di comunicazione. Ciò fa sì che le nostre responsabilità in termini di comunicazione ed eventi siano ancora maggiori, poiché la comunità internazionale della moda si aspetta che da qui partano non solo prodotti di moda, ma anche nuove sensibilità, impulsi culturali e di costume”, dichiara Napoleone.
from: PamBianco News
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