ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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PARIS DIGITAL FASHION WEEK OGGI DIOR HA PRESENTATO IL SUO FILM

 

DIOR AFFIDA A GARRONE IL FILM SULLA HAUTE COUTURE

 

Il regista romano, che ha siglato film come GomorraDogman e Pinocchio, ha collaborato con Maria Grazia Chiuri, direttore creativo della collezione donna del brand, per interpretare in forma poetica le creazioni dell’alta moda dell’autunno-inverno 2020/2021.

Lo spunto nasce dal Théâtre de la Mode, una mostra itinerante ideata da un gruppo di 15 designer – tra cui Balenciaga e Nina Ricci – per presentare nel 1945, un anno prima della nascita della maison Dior, le proprie collezioni su manichini più piccoli rispetto alle dimensioni normali, vista la scarsità di tessuti nel dopoguerra.

Un’idea, nata anche per raccogliere fondi per i reduci, che ottenne un grande successo e fece il giro dell’Europa e dell’America.

Maria Grazia Chiuri si riallaccia a questa iniziativa, mettendo in scena 37 mannequin in miniatura. L’intera collezione haute couture, indossata da queste poupée de mode e racchiusa in un baule, partendo dalla sede storica di Dior in avenue Montaigne viene trasportata da due garçon in un viaggio onirico attraverso boschi incantati, popolati da ninfe pronte a curiosare fra tailleur in tessuto maschile, cappe imponenti nelle stratificazioni plissettate, cappotti ricamati, vestiti con gonne a ruota e superficie decorata da corolle cucite a mano. La sorpresa finale è l’abito da sposa, come imponeva la couture di un tempo.

La direttrice creativa parla di una collezione surrealista presentata in formato surreale, alla riscoperta della bellezza femminile, vista sotto la lente dei lavori d’avanguardia di inizi Novecento firmati da Lee Miller (fotoreporter), Leonora Carrington (scrittrice) e Dora MaarDorothea TanningJacqueline Lamba (pittrici).

A dispetto della fase delicata, la maison in capo al gruppo Lvmh vive un momento di grande dinamismo. Sabato 4 luglio è stata inaugurata una nuova boutique di cinque piani in rue Saint-Honoré a Parigi che reca la firma dell’architetto Peter Marino.

Uno spazio di quasi 1.000 metri quadri, aperto dopo una giornata dedicata ai clienti vip, cinque volte più grande dello store che va a sostituire, la boutique più piccola sulla stessa strada, al civico 384-386, che sarà rilevata da Loewe.

Come ha spiegato in un’intervista a wwd.com Pietro Beccari, presidente e amministratore delegato della griffe: «Il signor Dior ha avuto il coraggio di lanciare il suo marchio subito dopo la guerra, un atto di ribellione contro i tempi bui. E penso di poter affermare che in questa fase di crisi siamo abbastanza resistenti per poter guardare con ottimismo al futuro». «Non abbiamo creato questo negozio per il prossimo anno – ha aggiunto -. L’abbiamo costruito per i prossimi 20 anni».

Il prossimo grande progetto di Peter Marino per Dior è la boutique ammiraglia di avenue Montaigne, la cui apertura è prevista per la fine del 2021. Sarà la terza volta che l’architetto americano ristrutturerà la storica boutique del marchio francese.

Nella foto, un frame del video dedicato alla couture Dior, con la regia di Matteo Garrone

Alessandro Sicuro

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