Aprile 19, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

L’ISOLA DELLE ROSE NON SOLO UN FILM STUPENDO MA UN SIMBOLO DI LIBERTÀ

 

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, il film diretto da Sydney Sibilia

Sydney Sibilia è tra gli autori più interessanti del nostro Paese e lo ha confermato ancora una volta: L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è uno dei film più belli di questa stagione cinematografica, con un Elio Germano (ancora una volta) in stato di grazia. Il film, dal 9 dicembre 2020 su Netflix, narra la storia dell’Isola delle Rose, la piattaforma artificiale creata dall’ingegnere Giorgio Rosa – che sorgeva nel mare Adriatico a 11,612 chilometri al largo delle coste di Rimini e 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane – divenuta micronazione il 1º maggio 1968 e demolita nel febbraio del 1969 dopo un aspro scontro con il Governo italiano, guidato da Giovanni Leone.

 

l'incredibile storia dell'isola delle rose

SINOSSI – Primavera 1968. Nell’anno della più tumultuosa e dirompente contestazione studentesca, un giovane ingegnere, Giorgio Rosa (Elio Germano) con un grande sogno e un sorprendente genio visionario decide di costruire un’Isola al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali, nel mare di nessuno, e la proclama stato indipendente. Un’Isola d’acciaio, un mondo a parte, in cui la libertà individuale è il valore assoluto in cui vale una sola regola: niente regole! In questa impresa impossibile egli avrà al suo fianco un eterogeneo gruppo di complici: il suo migliore amico, un giovane imprenditore più propenso ai bagordi che all’azienda di papà (Leonardo Lidi), un misterioso naufrago in cerca di approdo (Alberto Astorri), un animatore delle notti romagnole in cerca di una nuova vita (Tom Wlaschiha) e una ventenne romantica in cerca di lavoro (Violetta Zironi). E poi Gabriella (Matilda De Angelis) la donna appassionata che Giorgio trascina nella sua ambiziosa avventura e nella sua vita. L’Isola delle Rose attira ben presto l’interesse della stampa e soprattutto di frotte di ragazzi da mezzo mondo, trasformandosi in mito, in caso internazionale e in un quasi insormontabile problema politico per il Governo italiano che non può tollerare la fondazione di un nuovo Stato in acque così vicine.

 

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L’incredibile storia dell’Isola delle Rose racconta una storia di grande libertà, la pazza idea di un giovane di ritagliarsi uno spazio senza regole e senza vincoli: uno Stato indipendente su una piattaforma di 400 metri quadrati di cemento con una lingua a sé (l’esperanto), uno stemma con tre rose, una propria moneta, una giurisdizione svincolata da quella italiana. Nel pieno della rivoluzione del ’68, quasi senza volerlo, Giorgio Rosa è stato uno dei più grandi simboli di autonomia e indipendenza, tanto da diventare scomodo. Da una laurea in ingegneria, al sogno realizzato di vivere in un mondo libero: grazie a forza e tenacia ha lottato per il suo sogno, diventando un esempio per tutti. Ma, come dicevamo, era diventato un problema per qualcuno, per lo Stato italiano. Basti pensare alla pioggia di accuse: ricordiamo tra gli altri i reati di fondazione di una radio pirata, contrabbando ed evasione fiscale, sfruttamento abusivo di risorse energetiche, atti osceni e perversione. E lo Stato ha usato il pugno duro, portando avanti quella è che è stata l’unica guerra di aggressione mai combattuta dalla Repubblica Italiana…

 

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è diviso in due parti: nella prima troviamo il gruppo di ragazzi che costruiscono la piattaforma, nella seconda gli stessi giovani combattere per quella piattaforma, divenuta con il passare dei giorni un simbolo di libertà assoluta. Sydney Sibilia non prende posizione – non c’è il bene contro il male – e lascia allo spettatore decidere da che parte stare. Nel corso del racconto, però, ha voluto accendere i riflettori su un ideale: una persona, insieme ad un piccolo gruppo di amici e con tanta determinazione, è in grado di poter raggiungere qualsiasi obiettivo, può anche costruire un mondo.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose vanta un ottimo lavoro di pre-produzione – l’Isola è stata costruita negli studi acquatici di Malta dove c’è un’enorme piscina che misura circa 100X100 metri quadri – ma è tutto l’insieme a funzionare: la sceneggiatura targata Sydney Sibilia-Francesca Manieri è uno dei principali punti di forza del film, esattamente come la scenografia di Tonino Zera e le prove attoriali. Elio Germano si conferma uno dei migliori attori in circolazione – la sequenza che lo vede protagonista con Fabrizio Bentivoglio (nei panni del ministro Francesco Restivo) è meravigliosa – ma merita una menzione anche Leonardo Lidi, semplicemente uno spasso. Infine, citiamo il bellissimo commento sonoro di Michele Braga, che spazia da Legata a un granello di sabbia di Nico Fidenco a Nobody but me di The human beinz.

 

Reduce dalla sensazionale trilogia di Smetto quando voglioSydney Sibilia con L’incredibile storia dell’Isola delle Rose ci ha ricordato ancora una volta che il cinema italiano è più vivo che mai. Come ricordato dal direttore del Festival di Venezia, Alberto Barbera, tra i principali segnali positivi v’è l’emergenza di una nuova generazione di registi e di produttori (applausi a Groenlandia) che hanno capito che bisogna rischiare e che bisogna puntare in alto. E complimenti a Netflix, il partner ideale per lanciare la pellicola in tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

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Alessandro Sicuro

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