Marzo 5, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

COME SARÀ LA MODA NEL 2021 “LESS IS MORE” LA FILOSOFIA DEL MENO È MEGLIO

 

ECCO LE REGOLE DA SEGUIRE

CALO DELLA DOMANDAPASSAGGIO SOSTANZIALE ALLO SHOPPING DIGITALE – PIÙ ATTENZIONE VERSO LA REPUTATION DEL BRAND –  MINOR PESO DEI TRAVEL RETAIL – NUOVA MENTALITÀ CHE MENO È MEGLIO –

La ricerca realizzata da McKinsey e intitolata: ‘Five charts that set the tone as New York Fashion Week 2021 kicks of’,(Cinque classifiche che danno il tono all’avvio della New York Fashion Week 2021″), pubblicata in occasione della New York Fashion Week.

Nello scenario di ripresa economica più favorevole, nel 2021 le vendite del comparto moda in Cina potrebbero superare quelle del 2019, l’Europa potrebbe avvicinarsi al livello del 2019 (in calo dal 2 al 7%), e gli Stati Uniti potrebbero rimanere un po’ più indietro (in calo dal 7 al 12 per cento). Le aziende dovrebbero cogliere le nuove opportunità e anche raddoppiare le categorie, i canali e i territori più performanti. Alcune possibili aree positive da tenere d’occhio: il segmento del lusso in Cina, l’athleisure e l’activewear (dato il continuo interesse dei consumatori per la salute e il benessere), e il casualwear in quanto le persone continuano a lavorare da casa.

Con la diffusione del livestreaming, del servizio clienti virtuale e del social shopping, nel 2020 l’adozione del digitale ha subito un’accelerazione: anni di progresso sono stati raggiunti in pochi mesi. Quest’anno il retail offline potrebbe riguadagnare parte della sua quota di mercato, ma le vendite online dovrebbero rimanere alte e gli acquirenti richiederanno interazioni digitali sempre più sofisticate. Questo sarà l’anno in cui gli operatori della moda abbracceranno e ottimizzeranno l’esperienza online e il mix di canali, trovando al contempo il modo di integrare un autentico “human touch”. Bisognerà aspettarsi più livestreaming, abbigliamento virtuale di marca per avatar, e collaborazioni tra aziende di moda e videogiochi.

La sostenibilità nella moda sta andando oltre l’impatto dell’industria sull’ambiente, per abbracciare temi legati alla giustizia sociale e i diritti umani: dopo la crisi del Covid-19, i consumatori stanno diventando più consapevoli di quanto siano vulnerabili i dipendenti della catena del valore della moda e circa il 66% ha dichiarato che smetterebbe o ridurrebbe significativamente gli acquisti di un brand che non tratta equamente i propri dipendenti o i dipendenti dei propri fornitori. I social media e l’ascesa della generazione Z, probabilmente, renderanno questa una tendenza di lungo termine. Quindi è il momento dell’autenticità e dell’azione: i marchi devono impegnarsi in modo significativo per i diritti dei lavoratori.

Gli scenari di McKinsey e Oxford Economics suggeriscono che, dal 2021 in poi, l’industria dei viaggi attraverserà tre fasi post-crisi: la ripresa dalla pandemia, la ripresa economica e una nuova normalità, con tempi e ritmi di ripresa che variano da regione a regione. Il turismo internazionale potrebbe non tornare ai livelli prepandemici prima del 2023 o 2024. Ciò significa che le aziende di moda dovrebbero concentrarsi su un migliore impegno con i clienti locali e su investimenti strategici in mercati in rapida ripresa come la Cina. I dirigenti dovrebbero anche iniziare a pianificare un mondo post-pandemia assicurandosi di essere in grado di capitalizzare lo slancio che si scatenerà quando la pandemia sarà finita.

Anche prima dell’emergenza sanitaria, le eccessive giacenze dell’industria della moda e i diffusi sconti proliferavano al punto che solo il 60% dei capi veniva venduto a prezzo pieno, creando miliardi di dollari di ricavi e margini persi. La situazione è peggiorata durante la pandemia, e pochi rivenditori sono rimasti immuni.

Il problema delle giacenze non potrà che peggiorare se le aziende non riusciranno ad adattarsi alla nuova mentalità dei consumatori “less is more”, che include una preferenza per beni più duraturi, di qualità superiore e prodotti in modo sostenibile. I dirigenti della moda stanno rispondendo a queste nuove pressioni mettendo tra le priorità la riduzione degli articoli a magazzino. Altre azioni per ridurre le scorte in eccesso consistono nell’attingere a una migliore analisi delle informazioni sui clienti e nel ridurre i tempi di sviluppo dei prodotti. Alcuni si stanno allontanando da un calendario stagionale della moda.

 

 

 

Alessandro Sicuro

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