Ottobre 24, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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SETTE LINEE GUIDA PER UN’INDUSTRIA SOSTENIBILE DELLA MODA

Moda e sostenibilità sono compatibili? Secondo l’indagine “Business for Ocean Sustainability – The Fashion Industry” di One Ocean Foundation, le soluzioni esistono e sono da ricercarsi nell’intera filiera.

Si parla ormai da molti anni della salvaguardia del Pianeta e della tutela delle persone, ma oggi più che mai, il mondo sta chiedendo alle aziende di diventare più sostenibili. In particolare lo sta invocando all’industria della moda, tra le più inquinanti. Si stima che circa 1400 trilioni di microfibre stiano inondando i nostri mari che, con sostanze inquinanti e altri contaminanti, mettono a rischio la biodiversità marina.
Come ridurne quindi l’impatto ambientale? Le soluzioni sono da ricercarsi nell’intera filiera. One Ocean Foundation cerca di rispondere con Business for Ocean Sustainability – The Fashion Industry, l’indagine realizzata in collaborazione con SDA Bocconi Sustainability Lab e il patrocinio di Camera Nazionale della Moda Italiana, che presenta una proposta di 7 linee guida per un’industria sostenibile della moda.

Responsabile dal 4% al 10% delle emissioni globali di CO2 – di cui il 30% viene assorbito dagli oceani – l’industria della moda supera l’impronta di carbonio dei voli internazionali e del trasporto marittimo, pari circa alla stessa quantità totale di gas serra emessa ogni anno da Germania, Francia e Regno Unito messe insieme. E, negli anni a venire, la situazione potrebbe peggiorare, se si considera che nel decennio in corso si prevede un incremento di oltre il 63% del consumo globale di abbigliamento: da 62 milioni di tonnellate nel 2019 fino a 102 milioni di tonnellate nel 2030.

Lo studio di One Ocean Foundation, condotto attraverso un’analisi approfondita dei report di sostenibilità di 28 aziende del fashion, sostiene che rendere tutto più sostenibile è possibile purché ci sia un approccio olistico. È necessario abbandonare la convinzione che l’impatto del settore sull’ambiente sia circoscritto alla sola fase produttiva, ma che questo interessi tutte le fasi della value chain, dall’estrazione delle materie prime, al consumo, fino ad arrivare allo smaltimento del prodotto. Anche le istituzioni e i consumatori possono fare la loro parte con piccoli e concreti gesti (guidati talvolta dalle aziende stesse) per un consumo più consapevole e ocean friendly.

 

            Buone pratiche per la sostenibilità dell’oceano nel settore della moda

 

Ecco le 7 linee guida per un’industria della moda che sia realmente sostenibile:

1. Fare ricorso a una pianificazione strategica, definendo obiettivi concreti, implementando iniziative lungo tutta la value chain e monitorandone i risultati;
2. Adottare pratiche sostenibili in fase di coltivazione e produzione delle materie prime;
3. Ripensare il design e gli imballaggi, dalla progettazione alla produzione, fino allo smaltimento;
4. Migliorare la filiera logistica al fine di rimuovere le emissioni di CO2;
5. Sensibilizzare i propri clienti verso comportamenti di consumo sostenibili, attraverso modelli di business innovativi e precise indicazioni per la cura degli indumenti.
6. Svolgere attività di ricerca e sviluppo in ogni fase della value chain;
7. Garantire trasparenza e tracciabilità dei prodotti, favorire partnership virtuose e adottare standard e certificazioni per rafforzare e ufficializzare il proprio impegno in materia di sostenibilità.

Cambiare quindi si può. L’industria della moda si sta già attivando in questa direzione, lo dimostrano le best practice che alcuni brand (come ad esempio Patagonia, Asos, Benetton…) in alcuni passaggi specifici della loro catena del valore, hanno già iniziato ad adottare con successo riconoscendo il proprio impatto ambientale e attivandosi concretamente per cercare di minimizzarlo.

È possibile scaricare il report completo sul sito di One Ocean Foundation (1ocean.org).

One Ocean Foundation, fondata a marzo 2018 da un’idea dello Yacht Club Costa Smeralda, è un’iniziativa italiana di rilevanza internazionale dedicata alla conservazione degli ambienti marini. La mission della Fondazione è di accelerare soluzioni ai problemi degli oceani – ispirando istituzioni, aziende e individui-, promuovendo un’economia blu sostenibile e migliorando la conoscenza degli ecosistemi marini attraverso l’ocean literacy. L’elemento distintivo di One Ocean Foundation è rappresentato dal proprio network di partner e da un comitato scientifico di alto livello che permette alla Fondazione di selezionare e sviluppare progetti ad alto impatto in tre aree specifiche: blue economy, progetti ambientali e progetti di educazione e sensibilizzazione. “Se si pensa a quanto le risorse naturali siano importanti per il nostro benessere e la nostra salute, così come per lo sviluppo di molte imprese, prendersi cura del nostro ecosistema è, oggi più che mai, fondamentale. Oggi le aziende hanno l’opportunità, e la responsabilità, di ripensare ai propri modelli produttivi e invertire la rotta verso una strategia di profitto che sia sostenibile e abbia a cuore la salute delle nostre acque” – commenta Riccardo Bonadeo, vicepresidente di One Ocean Foundation.   PamBianco

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