Settembre 30, 2022

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ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

AL MUSEO MART “LA FORZA DEL VERO I PITTORI MODERNI DELLA REALTÀ”

Con questo titolo il MART di Rovereto annuncia l’apertura al pubblico di questa interessante esposizione.

Al MART Dal 15 maggio — 18 settembre 2022
Da un’idea di Vittorio Sgarbi
A cura di Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari, Stefano Sbarbaro

 

Nel biennio 1947-1949 i “Pittori moderni della realtà” si scagliano contro gli esiti del modernismo e gli “abbagli” dell’École de Paris, in difesa della grande tradizione pittorica. Il gruppo è costituito da Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Antonio e Xavier Bueno al quale si aggiungono successivamente Giovanni Acci, Carlo Guarienti e Alfredo Serri.

A settant’anni dalla conclusione di questa breve e controversa esperienza, il Mart ricostruisce una vicenda artistica che rappresenta un proseguimento ideale del clima di Valori Plastici e quello di Realismo magico.

Alla fine del 1947 il nascente gruppo dei Pittori moderni della realtà allestisce una mostra nella galleria della rivista “L’Illustrazione Italiana”, a Milano in via della Spiga. L’esposizione è accompagnata da un opuscolo-manifesto firmato da quattro degli artisti presenti: il più anziano è Gregorio Sciltian, pittore russo di origine armena attivo a Milano.

Antonio e Xavier Bueno

Con lui ci sono il milanese Pietro Annigoni e i fratelli di origine spagnola Xavier e Antonio Bueno, tutti e tre di base a Firenze. In mostra sono inoltre presenti il trevigiano Carlo Guarienti, anche lui di stanza a Firenze, e i fiorentini Alfredo Serri e Giovanni Acci. Da lì a due anni, i Pittori moderni della realtà organizzeranno altre quattro mostre, a Firenze, Roma, ancora Milano e Modena. Seppur apprezzati dal pubblico – si parla di ventimila visitatori in quindici giorni per la prima tappa milanese –, dai collezionisti e da diversi artisti, sono disapprovati dai critici che, fraintendendo le loro intenzioni come spiega il curatore Sbarbaro in catalogo, li accusano di “passatismo, oleografia fotografica e di un vuoto virtuosismo seicentista lontano dalla poetica del realismo”. Se non bastasse, le loro posizioni ideologiche sono decisamente eterogenee:

 


i Bueno antifranchisti, iscritti da giovani al partito comunista svizzero, Annigoni dichiaratamente antifascista, Sciltian antibolscevico fuggito dalla Russia. Al contrario, ciò che accomuna i Pittori è il desiderio di una rinascita della pittura che corrisponde a una parallela rinascita dell’umanità dopo la distruzione, le privazioni e la sofferenza del recente conflitto mondiale. Nella ricerca di virtù artistiche pure, reali e pertanto eterne, c’è il desiderio di valori morali e spirituali assoluti, l’aspirazione a quella autenticità che ritengono possa essere debitamente rintracciata solo nella “vera pittura”. Rivendicano una “pittura morale nella sua intima essenza”, un orizzonte ideologico che non ritengono appartenga alle ricerche artistiche che negano il dato reale. Nel manifesto siglato nel 1947 Sciltian, Annigoni e i fratelli Bueno si schierano contro gli esiti del modernismo e gli “abbagli” dell’École de Paris, condannano le avanguardie e il nascente astrattismo a cui preferiscono la grande tradizione pittorica italiana.

Determinante nella formulazione di quella che è una e vera propria sfida artistica e culturale, è l’apporto di Giorgio de Chirico che ha consolidati rapporti di stima con tutti e quattro gli artisti.

I Pittori moderni della realtà si scagliano duramente contro le decadenti espressioni artistiche di molti contemporanei, manifestazioni della regressione e della rovina imperanti. A questi linguaggi contrappongo una rievocazione di antichi e più alti modelli stilistici, provenienti dal passato.

Nonostante dichiarino intenti di fratellanza, universalità e neutralità, al di là delle asserzioni relative a un’arte alla portata di tutti, i Pittori tradiscono un atteggiamento polemico che sembra disapprovare almeno mezzo secolo di pittura e che fatica a trovare corrispondenza teorica nel contesto socio-culturale dell’epoca. Il mondo dell’arte marginalizza e respinge duramente le loro istanze, non totalmente comprese e considerate radicali e anacronistiche. Subissato dalle critiche, il gruppo di disgrega principalmente per via dell’insita e notevole eterogeneità: le distanze ideologiche, le incompatibilità culturali e le differenze anagrafiche portano in breve alla fine di una notevole e originale esperienza artistica.

Carlo Guarienti

Oltre settant’anni dopo, il Mart di Rovereto ricostruisce la complessità della vicenda dei Pittori moderni della realtà. A cura di Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari e Stefano Sbarbaro, la mostra La forza del vero sottolinea la comunanza d’intenti che unì i sette artisti. Attraverso percorsi indubbiamente personali, Acci, Annigoni, A. Bueno, X. Bueno, Guarienti, Sciltian, e Serri si riappropriarono – come spiega Sbarbaro nel suo saggio in catalogo – dei modelli pittorici offerti dagli antichi maestri e trovarono “un punto di convergenza nella formulazione di una pittura colta e raffinata, ricca di rimandi e di citazioni non soltanto di carattere formale”. La mostra consente inoltre di approfondire le ricerche sulle carriere dei singoli artisti, già note agli studiosi per ricchezza e complessità, e di ricostruirne la significativa parabola all’interno della storia dell’arte italiana del XX secolo.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da L’Erma di Bretschneider con saggi critici di Vittorio Sgarbi, Emanuele Barletti, Emiliana Biondi e Paolo Baldacci, Daniela Ferrari, Stefano Sbarbaro e Luca Scarlini.

“Noi ricreiamo l’arte dell’illusione della realtà, eterno e antichissimo seme delle arti figurative. Noi non ci prestiamo ad alcun ritorno, noi continuiamo semplicemente a svolgere la missione della vera pittura. Immagine di un sentimento universale, noi vogliamo una pittura capita da molti e non da pochi ‘raffinati’. Ben prima di incontrarci, ognuno di noi aveva sentito profondamente il bisogno di ricercare nella natura il filo conduttore che ci permettesse di ritrovare noi stessi nel labirinto delle scuole che si sono moltiplicate nell’ultimo mezzo secolo. Ognuno di noi si è spontaneamente rivolto alla realtà, fonte prima ed eterna della pittura, fiducioso di riscoprirvi la propria parola. Di fronte a un nuovo accademismo o passatismo, fatti di avanzi di formule cubiste e di sensualità impressionista standardizzata, noi abbiamo esposto una pittura che, incurante di mode e di teorie estetiche, cerca di esprimere i nostri sentimenti attraverso quel linguaggio che ognuno di noi, a seconda del proprio temperamento, ha ritrovato guardando direttamente la realtà”.

Pietro Annigoni, Antonio Bueno, Saverio Bueno, Gregorio Sciltian”.

Il percorso espositivo

attraverso le sezioni della mostra

La forza del vero. I Pittori Moderni della Realtà

A oltre settant’anni dalla sua conclusione, l’esposizione ricostruisce la vicenda dei Pittori Moderni della Realtà. Questo gruppo di artisti, dalle provenienze e storie più diverse, esordisce nel 1947 a Milano con una mostra e un manifesto programmatico che si scaglia contro gli esiti del modernismo e gli “abbagli” dell’École de Paris e difende, invece, la grande tradizione pittorica rifacendosi, in particolar modo, all’arte seicentesca, da Caravaggio alla pittura spagnola e fiamminga.

Ai firmatari del manifesto – Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni e i fratelli Xavier e Antonio Bueno – si aggiungono, nelle mostre del gruppo, Giovanni Acci, Alfredo Serri e Carlo Guarienti. Tutti loro condividono la predilezione per un realismo minuzioso e la ricerca di antiche tecniche pittoriche in linea con il “ritorno al mestiere” propugnato da Giorgio de Chirico, con il quale questi artisti intrattengono rapporti di reciproca stima.

L’esperienza dei Pittori moderni della realtà si conclude dopo soli due anni e cinque mostre, tenutesi in diverse città italiane. Le loro opere, apprezzate dal pubblico e dal mercato collezionistico, sono invece osteggiate da gran parte della critica poiché giudicate anacronistiche e frutto di una visione puramente mimetica della realtà.

La mostra approfondisce l’indagine sulla ricerca di questi artisti prima e dopo il loro breve sodalizio, presentando opere che vanno dagli anni Venti, quando Sciltian giunge in Italia, alla fine degli anni Cinquanta, mettendo in luce le peculiarità del lavoro di ognuno di loro e la sua evoluzione nel corso del tempo.

 

I Pittori moderni della realtà 1947-1949

L’espressione “pittura della realtà” risale al 1934 e alla mostra Les peintres de la réalité en France au XVIIe siècle curata da Charles Sterling al Musée de l’Orangerie di Parigi nel 1934: un’altra pietra miliare del processo di rivalutazione critica dell’arte barocca, non più considerata una fase di decadenza dopo gli splendori del Rinascimento.

Nella breve avventura dei Pittori moderni della realtà confluiscono le ricerche dei quattro firmatari del Manifesto che accompagna la loro prima mostra, dove si legge: “Noi ricreiamo l’arte dell’illusione della realtà, eterno e antichissimo seme delle arti figurative. Noi non ci prestiamo ad alcun ritorno, noi continuiamo semplicemente a svolgere la missione della vera pittura. (…) Ben prima di incontrarci, ognuno di noi aveva sentito profondamente il bisogno di ricercare nella natura il filo conduttore che ci permettesse di ritrovare noi stessi nel labirinto delle scuole che si sono moltiplicate nell’ultimo mezzo secolo”. Un pensiero sicuramente condiviso anche dai tre artisti che si uniscono a Sciltian, Annigoni e ai fratelli Bueno in occasione delle cinque mostre realizzate dal 1947 al 1949: Giovanni Acci, Carlo Guarienti e Alfredo Serri. Dalle minuziose nature morte di quest’ultimo, al rigoroso studio dell’anatomia con il quale Acci costruisce le sue figure, fino agli evidenti riferimenti quattrocenteschi della pittura di Guarienti, le loro opere ribadiscono la vocazione al vero e il dialogo con il passato che caratterizza questo breve ma significativo capitolo della storia italiana del Novecento.
Nelle opere esposte in questa sezione si riconoscono due tendenze. La prima è legata agli anni della guerra: opere come Ritratto di padre di Acci, il Cinciarda di Annigoni e i Vagabondi di Sciltian sono allegorie che riflettono lo scenario tragico di quel periodo e assumono un significato di impegno sociale. In questo senso il Sermone della Montagna, anche per la sua esecuzione durata ben quindici anni, rappresenta una sintesi della poetica dei Pittori moderni della realtà. La seconda tendenza è, invece, orientata a un colloquio più sereno con il visibile, alla gioia di una visione naturalistica senza implicazioni di denuncia di cui sono esempio le opere di Alfredo Serri e Antonio Bueno.

 

Atmosfere metafisiche: il rapporto con Giorgio de Chirico

Giorgio de Chirico, il padre della Metafisica, rappresenta un riferimento costante nelle carriere dei Pittori moderni della realtà.

Sciltian lo incontra al suo arrivo in Italia e tra i due s’instaura un profondo legame durato tutta la vita. “Gregorio Sciltian è il plastico per eccellenza. È plastico quando dipinge, plastico quando parla, è plastico quando gesticola” scrive de Chirico, facendoci cogliere quanto la resa dei volumi sia l’elemento fondante della pittura dell’artista russo. Anche per i fratelli Bueno ha parole di sincero apprezzamento, definendoli “due giovani pieni di ingegno che possiedono già un gran mestiere e sono l’antitesi di tanti analfabeti della pittura”. Il suo ascendente sui due fratelli è evidente in opere quali Composizione metafisica del 1940, in cui Antonio segue diligentemente i precetti espressi dal pictor optimus nello scritto Il ritorno al mestiere, dove raccomanda di premunirsi di “qualunque calco in gesso”, busti o statue classiche, per ricopiarli centinaia di volte al fine d’impadronirsi della vera tecnica che le tendenze “moderniste e secessioniste” hanno messo in discussione.

Tutti i componenti del gruppo dei Pittori moderni della realtà, inoltre, si accostano all’enigmatico tema dechirichiano del manichino, stimolati dalla committenza di Sandro Rubboli, un collezionista di Milano che aveva costituito un’ampia raccolta attorno a questo soggetto.

 

 

Alessandro Sicuro Comunication
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