Aprile 14, 2026

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BUGONIA, IL RITORNO DI LANTHIMOS A VENEZIA: IL MITO GRECO, IL POTERE CONTEMPORANEO

BUGONIA, IL RITORNO DI LANTHIMOS A VENEZIA

La 82ª Mostra del Cinema di Venezia ha accolto Bugonia, il nuovo lavoro di Yorgos Lanthimos. Dopo i successi di Poor Things! e Kinds of Kindness, il regista greco torna con un’opera che affonda le mani nelle ossessioni del presente, mescolando satira, allegoria e inquietudine.

Al centro della vicenda c’è Michelle Fuller, interpretata da Emma Stone, sempre più musa e attrice feticcio di Lanthimos. Michelle è una CEO di un colosso farmaceutico: carismatica, impenetrabile, ambigua. Una donna di potere sospettata di essere un’aliena pronta a sterminare l’umanità. Un personaggio sospeso tra fascino e minaccia, razionale e perturbante, che amplifica l’aura enigmatica dell’attrice.

Accanto a lei troviamo Teddy, apicoltore paranoico e solitario interpretato da Jesse Plemons. L’attore americano, con il suo aspetto singolare e quasi lugubre, appare perfetto per incarnare un uomo fragile, ossessionato dalle teorie complottiste. La sua fisicità diventa parte integrante del racconto, creando un contrasto netto con l’imperturbabilità della Stone.

Il film, scritto da Will Tracy (Succession, The Menu), è una satira corrosiva. Non cita mai vaccini o pandemie, ma gioca sul terreno scivoloso del potere farmaceutico globale e del rapporto di fiducia incrinato tra istituzioni e cittadini. Bugonia non offre soluzioni: porta lo spettatore in quella vertigine dove realtà e paranoia si intrecciano, e dove i miti contemporanei si costruiscono con la stessa forza dei racconti antichi.

Il titolo affonda infatti nelle radici della mitologia greca: la “bugonia” era il rituale che voleva generare api dal corpo di un toro morto. Una visione di rinascita e rigenerazione, ma anche di illusione. Lanthimos ne fa una metafora potente per raccontare come la follia umana possa rinasce continuamente sotto nuove forme, alimentata da paura, potere e ideologie.

Girato in 35mm, con la fotografia di Robbie Ryan, il film adotta un’estetica volutamente sgranata e disturbante. Ogni inquadratura sembra rifiutare la patina della perfezione digitale, restituendo allo spettatore un’immagine sporca, imperfetta, ma profondamente evocativa.

Nel cast, oltre a Stone e Plemons, compaiono Alicia Silverstone come giornalista manipolatrice e cinica, e nuove presenze come Stavros Halkias e Aidan Delbis. Una coralità che accentua il carattere visionario e perturbante del film.

Bugonia sarà distribuito da Universal Pictures e uscirà nelle sale italiane il 13 novembre 2025.

Con questo lavoro, Lanthimos non costruisce un semplice thriller fantascientifico. Bugonia è un’allegoria sul potere e sull’alienazione contemporanea, che invita lo spettatore a riflettere su chi scrive davvero i miti del nostro tempo.

Disclaimer: la scrittura di questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative e culturali. Non intende in alcun modo prendere parte a polemiche o dibattiti di carattere politico, medico o ideologico. Ogni riferimento a temi legati al potere farmaceutico e alle sue rappresentazioni è da intendersi come analisi artistica e narrativa dell’opera cinematografica.

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Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager

Alessandro Sicuro Comunication

 

 


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