IL MAGO DEL CREMLINO CON JUDE LAW
Le immagini che accompagnano il film in concorso qui a Venezia mostrano Jude Law trasformato in Vladimir Putin. La somiglianza colpisce, e sembra rispecchiare la figura delineata da Giuliano da Empoli nel suo romanzo Il mago del Cremlino, da cui il film prende ispirazione. Lo stesso Law ha ammesso di essersi avvicinato al ruolo con timore, “assolutamente terrorizzato” dalla complessità di incarnare un personaggio che appartiene alla storia vivente.
Nel libro, da Empoli non propone una cronaca politica, ma un racconto romanzato che mette in scena la costruzione di un mito. Al centro c’è Vadim Baranov, consigliere e produttore televisivo, che funge da alter ego narrativo e da voce testimone. È attraverso il suo sguardo che il lettore assiste alla trasformazione di un ex funzionario del KGB in un leader capace di incarnare forza e stabilità nella Russia dei primi anni ’90. Secondo la lettura dell’autore, in un Paese appena uscito dal crollo dell’URSS, la televisione diventa il nuovo Cremlino: lo spazio dove si forgia il consenso, dove le immagini sostituiscono i riti della politica e si offrono come garanzia di ordine a una società disorientata.
Il film di Olivier Assayas raccoglie questa chiave interpretativa e la traduce in linguaggio cinematografico. Il regista ha spiegato che il romanzo gli è apparso “accurato e preciso” nel descrivere le dinamiche di quell’ascesa, e che il suo obiettivo è stato concentrarsi su una “storia delle origini”. Non un biopic sull’intera parabola di Putin, ma un ritratto dei meccanismi che portano alla conquista del potere. Paul Dano interpreta Baranov, l’architetto dell’immagine; Jude Law diventa il corpo e la voce del futuro presidente; accanto a loro Alicia Vikander, Zach Galifianakis e Tom Sturridge completano un cast internazionale.
Secondo Assayas, la forza del libro sta proprio nell’aver raccontato come la politica, in quella fase storica, si pieghi alle regole della narrazione televisiva. Ed è questo il nucleo che il film porta al Lido: la descrizione di un momento in cui lo spettacolo diventa potere, e il potere impara a parlare con il linguaggio dello spettacolo.
Il mago del Cremlino è in concorso alla Mostra di Venezia 82. La data di uscita nelle sale non è stata ancora annunciata, ma l’anteprima al Festival segna già l’avvio di un dibattito che si annuncia internazionale.
Disclaimer redazionale: questo articolo racconta il romanzo di Giuliano da Empoli e l’adattamento cinematografico di Olivier Assayas, riportandone i contenuti e le interpretazioni. Non esprime valutazioni politiche o giudizi sul personaggio storico rappresentato.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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