PRADA
Alla Milano Fashion Week, Miuccia Prada e Raf Simons hanno presentato la primavera/estate 2026 trasformando l’idea stessa di uniforme. Non più un codice rigido, ma un mosaico di possibilità: gonne patchwork, jumpsuit da lavoro che diventano abiti da sera, silhouette inside-out che ribaltano la gerarchia del vestire.
Il filo conduttore è la libertà, intesa come emancipazione del corpo dai vincoli del guardaroba. La collezione propone capi che cambiano, si scompongono e si ricompongono. “Creiamo pensando al mondo che ci circonda – ha spiegato Miuccia Prada – e oggi l’incertezza ci spinge a cercare abiti capaci di trasformarsi. La possibilità di combinare elementi diversi diventa scelta, e quindi autonomia per chi li indossa”.
Raf Simons ha sottolineato che la libertà evocata non è solo estetica ma anche fisica. Gli abiti si allontanano dall’idea di imposizione scultorea e diventano strumenti di espressione e movimento. L’uniforme, tratto storico di Prada, viene così riletta come un campo aperto: una donna forte ed elegante, ma mai privata della sua individualità.
Il mio sguardo sulla sfilata
Prada continua a imporsi sul mercato globale per ragioni che vanno oltre la stagionalità. Non ha mai tradito il proprio DNA e ogni collezione resta riconoscibile. A questo si aggiunge una ricerca maniacale: dai tessuti alle tecniche di confezione, fino all’uso di materiali inattesi.
La struttura del gruppo è determinante. Da un lato Miuccia e il suo team, con la visione concettuale; dall’altro Patrizio Bertelli, che traduce quelle idee in realtà grazie a un’organizzazione solida e meticolosa. Con l’arrivo di Raf Simons il dialogo creativo si è ampliato, generando nuove possibilità.
Il risultato è una donna moderna, mai stereotipata. Pratica e sobria, ma anche spigolosa e capace di ironizzare su se stessa. Una femminilità elegante e funzionale, arricchita da combinazioni cromatiche che solo Prada osa: dal giallo limone al verde acido, rese possibili da tessuti tecnici e know-how unico.
In un mercato segnato da crisi e incertezze, Prada non rallenta. Cresce, controcorrente, forte di un’identità chiara e di una capacità di innovare che nessun altro marchio replica. È il segreto di un gruppo che, insieme ad altri brand italiani, sta costruendo un polo culturale ed economico di peso crescente sulla scena globale.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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