Il 24 e 25 ottobre torna ApritiModa. Per due giorni oltre cento luoghi della produzione italiana apriranno le porte al pubblico: atelier, laboratori, manifatture e archivi che normalmente restano fuori dai percorsi dei visitatori. Un’occasione per conoscere la moda nel momento in cui viene fatta, prima delle campagne pubblicitarie e delle vetrine.
L’iniziativa, ideata dalla giornalista Cinzia Sasso nel 2017, arriva alla decima edizione. Era partita da quattordici indirizzi milanesi; oggi coinvolge realtà distribuite in tutta Italia, dalle grandi maison alle imprese che lavorano per conto di altri marchi o custodiscono specializzazioni poco conosciute.
Di moda si parla quasi sempre a prodotto finito. Si raccontano le collezioni, gli stilisti, le strategie dei marchi. Resta più in ombra il lavoro necessario per ottenere una buona calzatura, un tessuto di qualità o una giacca ben costruita. Eppure buona parte della reputazione del Made in Italy è nata proprio lì, nelle botteghe e nei reparti produttivi, grazie a persone che hanno imparato un mestiere e lo esercitano ogni giorno.
Il programma permette di entrare in ambienti molto diversi. A Firenze l’Antico Setificio Fiorentino conserva una tradizione legata ai telai storici e ai tessuti pregiati. A Venezia la Tessitura Luigi Bevilacqua continua la lavorazione artigianale dei velluti. A Napoli il Guantificio Omega racconta una delle specializzazioni della manifattura cittadina. Realtà lontane per dimensioni e prodotti, accomunate da un patrimonio di competenze che merita di essere conosciuto.
Osservare una lavorazione aiuta anche a distinguere ciò che in un prodotto si vede da ciò che lo rende valido. Nel taglio di un capo contano le proporzioni e la risposta del tessuto. In una scarpa, la costruzione può incidere sulla calzata più di qualsiasi dettaglio decorativo. Sono aspetti che una fotografia pubblicitaria difficilmente riesce a spiegare.
Rimane aperta la questione del ricambio generazionale. Le conoscenze artigiane non si tramandano da sole. Occorrono giovani interessati ad apprendere, aziende in grado di formarli e un mercato disposto a riconoscere il tempo necessario per eseguire correttamente un lavoro. Aprire i laboratori significa anche far conoscere professioni che rischiano di perdere visibilità proprio mentre cresce l’attenzione verso la qualità manifatturiera.
Nel 2025 ApritiModa ha accolto oltre ventimila visitatori. Un interesse significativo per una parte dell’industria della moda che difficilmente occupa le prime pagine, ma dalla quale dipende una quota importante della qualità riconosciuta alle produzioni italiane.
Le visite sono gratuite, su prenotazione attraverso il sito ufficiale www.apritimoda.it.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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