Greece Election Day, the world in suspense for a domino effect.

☛ WARNING ☚

*** READ ***

This piece is taken from the blog of Beppe Grillo:

If the vote goes in Greece as I hope it goes (ie the victory of the anti-European left) have to be careful even more to imagine this gray bureaucrat sent by the ECB, including the club of “friends of snacks” at ABC. Any excuse would be good to justify himself before the people and impose some measure anti-democratic (given the failure of these rascals every day more and more obvious). Any remedy that is taken here and in Europe is always worse than the previous patch. It’s rumored that the IGC has been requested for 500,000 workers. The bank is likely to jump between INPS esodati, unemployed and cash-disintegrated. They also noticed that the sale of public assets at this time could be a sellout. So, I see it hard! Now we are at war and the plans they already know them. And provide for:

1. Suspension of the Schengen agreement (which blocks the movement of money and immigration);

2. Bond forced loan using the savings of the people;

3. Rationing of withdrawals from the c / c Bank;

After all the rigor-montis very candidly admitted that the situation serious. We are on the alert.

Roby F.

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The opinion:

Scenario analysis and macro-economic outlook:

The world is awaiting voting Greek so that they are ‘not so important for the fate of Greece itself, perhaps already too compromised by previous governments and development non-existent, with a GDP equivalent to an Italian as the Abruzzo region, can not believe worry the bureaucrats or analysts on Wall Street.

What is worrying however, as everyone already knows by now, is the effect emulation. If Athens were to decide to leave the euro, and this output so demonized by the markets would be a viable and acceptable rather than a disaster, this would create a precedent.

We talk for a long time of dire consequences should lie in such a nation coming out of the euro Monday, but if he wins the left in Greece, the euro will almost certainly come out. It will be the first guinea pig in the history of this troubled life experience of the Euro. You can really experience the consequences of returning to the old currency and economy.

A sovereign and self-management of public debt and deficit, which if they should be, “as a paradox,” attractive, or not so destructive? Some solutions, would be imitated by other countries in the balance of the European Communities. First and foremost would be to slide down in domino Spain, followed by ‘from Portugal and Italy and then Ireland and so on for those who decide to follow them. Will the dreaded “domino effect”, during which speculation will try to take advantage of downgrades and symptomatic of the chaos typical of the restructuring, but the shock wave is so powerful that not even the speculative markets’ll make gnawing rich countries Weak Euro-land. One could also imagine a suspension of grants for the period of reorganization. For their part, global systems of big banks and the ECB, together with Germany, which are those that may suffer most ‘of this counter-offensive of the “sign of the weak” euro-zone, have prepared, during this we a whole system of task forces, banking and ministerial level, to counter any offensive speculative.

E ‘is equally conceivable that this government must also decide by decree, the forced loan, or forced withdrawal from bank accounts of citizens, in exchange for bonds that (would never be repaid), use of money liquid for emergencies, perhaps to pay the debts of the banks. The government has already said they are selling the real estate, of which an assessment by estimating rather modest, could be made equal to the debt figures, but in a less positivist assumptions such sales would realize the goal ‘or even the half of half of estimates, because who is going to buy, knowing that there is a need has certainly made the money-lender, knowing the need is there.

So how do rich pets decayed, our leaders we are putting on sale the last family jewels, those properties that our parents, grandparents and ancestors built believing to leave all this beauty to their descendants, who no longer ‘men with nothing familiar thick as the ones who built this wonderful country.

Finally and not least, the feared rationing of withdrawals from bank accounts, with the inevitable blocks in front of the ATMs and bank counters, and contraction of the economy.

We try to be very careful, and if the opportunities of life can be summarized in a few moments on Monday may ‘be one of those. May God forgive us for our stupidity and shallowness, greedy men will not.

Alessandro Sicuro

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Italian Version:

-☛ STIAMO IN CAMPANA ☚

***LEGGERE ATTENTAMENTE***

Questo pezzo è tratto dal blog di Beppe Grillo:

Se il voto in Grecia andrà come io spero che vada (ossia la vittoria della sinistra anti-europeista) bisognerà stare attenti ancora di più a questo grigio figuro burocrate mandato dalla Bce, ivi compreso il club degli “amici di merende” dell’ABC. Qualsiasi scusa potrebbe essere buona per giustificarsi davanti al popolo e imporre qualche provvedimento antidemocratico (visto il fallimento di questi cialtroni ogni giorno sempre più evidente). Ogni rimedio che viene preso qui e in Europa risulta essere sempre peggiore del rattoppo precedente. Si mormora che sia stata richiesta la CIG per 500.000 lavoratori. Il banco dell’INPS rischia di saltare tra esodati, disoccupati e cassa-disintegrati. Si sono anche accorti che la vendita di asset pubblici in questo momento potrebbe diventare una svendita. Quindi, la vedo dura! Ormai siamo in guerra e loro i piani li conosco già. E prevedano:

1. Sospensione del trattato di Schengen (blocco della circolazione di denaro e immigrazione);

2. Prestito forzoso di Bond utilizzando i risparmi della gente;

3. Razionamento dei prelievi dai c/c Bancari;

Del resto rigor-montis l’ha ammesso molto candidamente che la situazione e grave. Stiamo in campana.

Roby F

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L’opinine:

Analisi dello scenario macro-economico e prospettive:

Il mondo è in attesa delle votazioni Greche che sono cosi’ importanti non tanto per la sorte della Grecia stessa, forse ormai troppo compromessa dai governi precedenti e dallo sviluppo inesistente, con un PIL equivalente ad una regione Italiana come l’Abruzzo,  non credo possa impensierire i burocrati europei ne tanto meno gli analisti di Wall Street.

Quello che preoccupa invece, come tutti ormai già sanno, è l’effetto emulazione. Se Atene dovesse decidere di uscire dall’euro e questa uscita tanto demonizzata dai mercati dovesse risultare una soluzione valida e accettabile anziché una catastrofe, questo creerebbe un precedente.

Si parla da molto tempo delle terribili conseguenze nelle quali incomberebbe una nazione uscendo dall’euro ma lunedì se dovesse vincere la sinistra in Grecia,  uscirà quasi certamente dall’euro. Sarà la prima cavia della storia di questa tormentata esperienza di vita dell’Euro. Si potranno  sperimentare realmente le conseguenza del ritorno alla vecchia valuta ed economia.

Una gestione sovrana e autogestita del debito pubblico e del deficit, che se dovessero risultare, “nel loro paradosso”, accattivanti, oppure non così distruttive? Certe soluzioni, verrebbero imitate dagli altri paesi in bilico  della Comunità Europea. Prima tra tutti a lasciarsi scivolare nel domino sarebbe la Spagna, seguita dal’ Italia e poi dal  Portogallo e L’Irlanda e via così a chi deciderà di seguirli. Avverrà il tanto temuto “effetto domino”, durante il quale la speculazione tenterà di approfittare dei declassamenti e del caos sintomatico tipico della ristrutturazione, ma l’onda d’urto sarà talmente potente che nemmeno i mercati speculativi ce la faranno a rosicchiare ricchezza ai paesi deboli di Euro-landia. Si potrebbe ipotizzare anche una sospensione delle borse per il periodo di riassetto. Dal canto loro i sistemi globali di grandi banche e la BCE insieme alla Germania, che sono quelli che potrebbero soffrire di più’ di questa controffensiva del “cartello dei deboli” di euro-zona, hanno preparato, durante questi w.e. tutto un sistema di task force , bancarie e ministeriali, per controbattere eventuali offensive speculative.

E’ altrettanto ipotizzabile che questo governo debba decidere anche attraverso decreto,  il prestito forzoso, o prelevamento forzato, dai conti correnti dei cittadini, in cambio di bond che (non verrebbero mai ripagati), di danaro liquido per usarlo per l’emergenza, magari per pagare i debiti delle banche. Il governo ha già dichiarato di aver messo in vendita i patrimoni immobiliari, dei quali stimando una valutazione piuttosto modesta, si potrebbero realizzare cifre pari al debito pubblico, ma in una ipotesi meno positivistica queste vendite realizzerebbero la meta’ o addirittura la metà della metà delle stime, poiché chi sta per comprare, sapendo il bisogno che c’è ha sicuramente fatto lo strozzino, sapendo del bisogno che c’è.

E così come fanno le famigli ricche decadute,  i nostri governanti ci stanno mettendo in vendita anche gli ultimi gioielli di famiglia, quegli immobili che i nostri genitori, nonni e avi hanno costruito credendo di lasciare tutto questa bellezza ai loro discendenti, che non hanno più’ niente di familiare con uomini di spessore come quelli che hanno costruito questo stupendo paese.

In ultimo e non ultimo, il tanto temuto razionamento dei prelievi dai conti correnti bancari, con le inevitabili file di fronte ai bancomat, e agli sportelli bancari, e contrazione dell’economia.

Cerchiamo di stare molto attenti, e se le occasioni della vita si possono sintetizzare in pochi momenti, lunedì può’ essere uno di quelli.  Che Dio ci perdoni per la nostra dabbenaggine e superficialità,  gli uomini avidi non lo faranno.

Alessandro Sicuro

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