Settembre 27, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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L’ISIS ha conquistato Palmira


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La città della Siria centrale, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è sotto il controllo dello Stato Islamico a pochi giorni dalla conquista di Ramadi

Palmyra

Il sito archeologico di Palmira, in Siria. (JOSEPH EID/AFP/Getty Images)

Nella sera di mercoledì 20 maggio i miliziani dello Stato Islamico (o ISIS) hanno preso il controllo di tutta la città di Palmira, nella Siria centrale, sulla strada che porta dalla città orientale di Deir ez-Zur verso due grandi centri urbani del paese, Damasco e Homs. Palmira è molto nota per essere uno dei siti archeologici più belli al mondo e nel 1980 è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Dalla scorsa settimana c’era grande preoccupazione sulle sue sorti, a causa del progressivo avanzamento dei miliziani dell’ISIS. La vittoria dell’ISIS a Palmira segue di pochi giorni la conquista di Ramadi, capoluogo della provincia occidentale irachena di Anbar e città di oltre 480mila abitanti per la stragrande maggioranza sunniti. Le vittorie a Palmira e Ramadi sono considerate dagli esperti di grande importanza strategica.

Per l’ISIS Palmira ha grande valore perché si trova in mezzo ad alcuni giacimenti di gas e sulla strada che attraversa il deserto della parte centrale del paese. Alcuni testimoni a Palmira, ha scritto il New York Times, hanno raccontato che quando le difese della città sono cadute, i soldati e i poliziotti siriani che ancora si trovavano sul posto sono scappati, mentre i dipendenti del museo cittadino sono riusciti a portare via diversi reperti archeologici. La situazione sembra ora molto grave, anche per via del fatto che diversi civili feriti non sono riusciti a raggiungere gli ospedali. Tra le altre cose, l’ISIS ha preso il controllo delle strutture militari della città: la sede dell’intelligence, l’aeroporto cittadino, una base militare dell’esercito siriano e la prigione centrale.

Della città si è parlato molto anche per il sito archeologico dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Già in passato l’ISIS ha distrutto e saccheggiato alcuni importanti siti archeologici iracheni, diffondendo poi dei video per mostrare i risultati delle violenze. Era successo per esempio a Nimrud, la città che fu capitale dell’Impero assiro, e ad Hatra, città fondata dalla dinastia seleucide nel Terzo secolo a.C.. Nel febbraio di quest’anno l’ISIS ha anche diffuso un video che mostra la distruzione di alcuni reperti archeologici a Mosul, la più importante città irachena sotto il controllo dello Stato Islamico.

Le vittorie militari a Palmira e Ramadi mostrano la capacità dell’ISIS di subire sconfitte senza ritirarsi dai molti fronti su cui combatte, e di ottenere poi nuove vittorie, anche molto importanti. Due mesi fa dopo la sconfitta dell’ISIS a Tikrit, città irachena a nord di Baghdad, alcuni giornalisti avevano cominciato a parlare di un declino dell’ISIS: l’Economist, per esempio, aveva dedicato la copertina di un suo numero di marzo all’ISIS con il titolo “Diffondendo paura, perdendo terreno”: la tesi dell’Economist era che il gruppo stava perdendo denaro e consenso. La battaglia di Tikrit era stata però molto particolare: di fatto era stata vinta dalle milizie sciite (molte delle quali appoggiate dall’Iran), più numerose anche dei soldati regolari iracheni. In Siria la situazione è peggiorata dai complicati schieramenti della guerra. Palmira, per un periodo controllata dai ribelli, era poi finita sotto il controllo del governo siriano: l’esercito non ha però ricevuto l’assistenza militare dei ribelli nella battaglia contro l’ISIS, per via del fatto che molti ribelli – a differenza dei paesi occidentali – ritengono ancora il regime del presidente siriano Bashar al Assad il loro principale nemico nella guerra in Siria, e non l’ISIS.

sure-com Web Agency

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