Novembre 27, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

INVESTIRE NEL VINO DI ALTO LIVELLO RENDE PIU DELLA BORSA

 

Fine wines meglio della Borsa

L’eleganza contraddistingue Ornellaia 2013, interpretato dall’artista giapponese Yutaka Sone

Chi investe in grandi vini fa un affare. A sostenerlo, dati alla mano, è Mediobanca. A livello mondiale, un euro investito in vino nel 2001 si è rivalutato fino a 5,4 euro a inizio 2016; lo stesso euro, se destinato in Borsa (a livello mondiale), si sarebbe tradotto in un capitale finale di 1,6 euro. Ragionando dal 2008 in poi, il rendimento di quell’euro in un portafoglio di titoli vinicoli sarebbe stato pari a 3,4 contro 2,5 degli stock exchange internazionali. “L’investimento nel settore vinicolo è più redditizio del 160% rispetto a quello nel settore finanziario” conclude l’istituto di piazzetta Cuccia.

La ricerca sul ritorno economico degli fine wines è stata commissionata da Ornellaia e presentata la scorsa settimana a Milano in occasione dell’avvio dell’ottava edizione del progetto “Ornellaia Vendemmia d’Artista”. L’azienda toscana peraltro sottolinea che i propri vini continuano a performare meglio dell’Oro e del Ftse con una volatilità dal 2007 ad oggi di 0,11 e un indice di Sharpe di 0,49. La crescita media di Ornellaia in 10 anni è migliore di quella dei First Growths e del Liv-Ex 100, +160%.

Vino e agroalimentare, sostiene Censis nella ricerca, potrebbero diventare ambiti stimolanti per indurre i risparmiatori italiani a investire, rimettendo in circolazione un quantitativo molto elevato di denaro “nascosto nel materasso” non soltanto per sfiducia ma anche perché, sottolinea l’istituto, investire è un modo per immaginarsi il futuro e per sentirsi partecipi di una crescita. E al secondo posto (30,6%) tra le attività in cui gli italiani sarebbero disposti a metter soldi compare proprio un’azienda alimentare o vitivinicola di qualità, preceduta soltanto da una iniziativa propria (45,2%).

Il successo dell’export di vino italiano è un ulteriore stimolo agli investimenti. La crescita all’estero da parte delle società private non cooperative è stata dell’88% dal 2005, dato che supera quello del food&beverage (+75%) e che è secondo soltanto alla pelletteria di alta gamma, che in dieci anni ha fatto segnare un progresso del 101 percento.

Intanto Ornellaia ha incaricato l’artista giapponese Yutaka Sone di “interpretare” l’annata 2013, caratterizzata dall’eleganza, con una sua opera d’arte. Viene così proposto per l’ottava volta il progetto che la maison vinicola di Castagneto Carducci (Livorno) ha avviato nell’ideale connubio tra arte e vino e che si concretizzerà in un’opera in marmo site specific per la Tenuta, in una serie di etichette firmate in originale per un numero limitato (109) di grandi formati e infine in una bottiglia da 0,75 di cui un esemplare verrà inserito in ogni cassa in legno da sei. Con questo progetto, Ornellaia ha finora raccolto e donato oltre un milione di euro a diverse fondazioni artistiche tra cui Whitney Museum (New York), Neue Nationalgalerie (Berlino), Royal Opera House (Londra), H2 Foundation (Hong Kong), Museo Poldi Pezzoli (Milano). “Una piccola goccia nel mare, e ora vorremmo crescere ancora” ha sottolineato l’amministratore delegato dell’azienda, Giovanni Geddes da Filicaja.

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