Settembre 19, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

LE FOLLIE DELLO STUDIO 54 NEW YORK TOP DI ECCESSI MA ANCHE TRENDSETTER

Storie folli e aneddoti a poco più di 40 anni dall’inaugurazione (22 aprile 1977) e chiuso  nel 1986, è stato il centro glam di New York: sesso droga e disco music (poco rock ‘n’roll).

Crediti fotografici. Printerest

L’età d’oro del locale durò appena tre anni.   L’alone di magia che lo circondava sparì improvvisamente quando, nel 1980, uno dei due proprietari Rubell fu arrestato per possesso di droga e frode al fisco. Il locale fu venduto, cambiò gestione e rimase aperto fino al 1986, quando venne chiuso e riadattato a teatro (tuttora funzionante).

Gli imprenditori newyorkesi Steve Rubell e Ian Schrager proprietari Studio 54

 

Ecco di seguito alcuni aneddoti e foto che hanno reso il locale il più ambito e frequentato di NY. Dagli ingressi in pista di Bianca Jagger su un cavallo bianco a Andy Warhol, che disse:  «Il segreto dello Studio 54 è che è una dittatura alla porta e una democrazia sulla pista da ballo».

Uno dei due gestori Steve Rubell, come spesso accadeva, era fuori a selezionare personalmente le persone da far entrare nel locale. Pare punto’ un ragazzo dicendogli che non gli piaceva la maglietta che indossava. Il ragazzo chiese se sarebbe potuto entrare se l’avesse levata. Rubell accetto’…

Per raggiungere il perfetto mix di invitati,  la selezione all’ingresso era durissima.  “«C’erano dipendenti di McDolands che ballavano con modelle.  Interessava l’estrazione sociale, l’importante era che fossero vestiti in maniera interessante, che volessero festeggiare e che ballassero bene”.

Frequentatori abituali erano Andy Warhol, Halston,  Liza Minnelli, Liz Taylor, Michael Jackson, Truman Capote, Salvator Dali, Jackie Kennedy Onassis, John Travolta.Si esibivano dal vivo Donna Summer,Stevie Wonder, i Village People e Gloria Gaynor  tra i tanti.

Elizabeth Taylor  la sera del suo compleanno ha mangiato  una torta che la ritraeva a grandezza naturale. Per Dolly Parton, invece, il locale si è trasformato in una vera e propria fattoria. «Per quella serata Steve fece davvero l’impossibile. C’erano balle di fieno, cavalli e asini in giro per tutto il club»,

Grace Jones, una delle attrazioni del locale ha scritto: “«Finivi in queste stanze piene di gente sudata, alcuni per quello che avevano appena fatto, altri per quello che stavano per fare ,  Per gli altri c’era la rubber room, sul terrazzo: una sala ricoperta di gomma perché più facile da pulire.  Oltre la rubber room c’era una sala ancora più segreta, dedicata solo alle divinità del club. Un posto di segreti e secrezioni, di respiri e affanni».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Sicuro

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