Maggio 16, 2022

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ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

MOSCHINO ALLA MFW PRESENTA L’ A/I 2022-23 NELLA SCENOGRAFIA DI KUBRICK

              Il set dello show di MOSCHINO diretto da Jeremy Scott,  andato in scena oggi alla MFW, ,

           2001 Odissea nello spazio, il cult di fantascienza diretto da Stanley Kubrick datato 1968.

Per la collezione donna FW 22/23 Jeremy Scott, direttore artistico di Moschino, riprende gli archivi dal 1989 al 1990, quando Franco Moschino introdusse spille a forme di posate e manopole di rubinetto come elementi del suo prêt-à-porter.

In linea con il suo modus operandi, Scott immagina come filo conduttore della collezione una casa sia da abitare che da indossare, ben arredata, che sarebbe piaciuta anche al fondatore, perché simboleggia la raffinatezza ma con i tocchi surreali che sono sempre stati i cavalli di battaglia di Moschino.

All’interno di questi spazi eleganti, sulle note di un valzer, si muovono donne vestite all’insegna di un sottile equilibrio tra piacere e provocazione.

La giacca da smoking viene reinventata con manici-cimelio come bottoni, mentre ritagli di chiavi prendono forma su giacche e blazer aderenti, che scolpiscono il corpo femminile. I lampadari in cristallo si trasformano in orecchini giganti e il classico paralume d’antan diventa un estroso copricapo, realizzato ad hoc da Stephen Jones.

I ricordi di un comò in stile Luigi XIV diventano fonte di ispirazione per realizzare cappotti oversize e giacche squadrate, abbinate a gonne ad A.

Come in una dimora regale, dall’atrio si passa alla sala da pranzo dal gusto decadente, dove entrano in gioco le argenterie di casa Moschino, che mutano in decorazioni dorate sul corpetto o sui tacchi vertiginosi.

Altri dettagli della sala da pranzo si convertono in sontuosi tessuti di velluto, che ricreano un abito sofà senza spalline o in una clutch, mentre una pendola che suona l’ora del tè cambia la sua natura in un abito colonna e un vassoio d’argento si trasforma in un bustier.

 

I grandi classici della griffe vengono reinterpretati liberamente con l’ironia che era il tratto distintivo di Franco Moschino.

La colonna sonora, che inizia con le note di 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick ad accompagnare l’incedere delle modelle, sfuma sulle grandi note del Pipistrello di Jonathan Strauss, per concludersi con l’uscita scenografica di Jeremy Scott, che saluta il pubblico indossando una tuta rossa da astronauta.

 

 

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Alessandro Sicuro

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