Nella cornice di una scenografia minimalista, dominata da una serie di cubi che si aprono come scatole magiche nel gran finale, Fendi ha presentato una collezione che unisce trasparenze e sovrapposizioni in un gioco di eleganza raffinata. Le modelle hanno sfilato avvolte in tessuti leggeri di chiffon trasparente, impreziositi da cristalli e veli, con lunghe gonne bianche che ricordano canotte rovesciate. I soprabiti si trasformano in vestaglie fluide, alternati ad abiti e camicie ampie, mentre ai piedi si alternano stringate robuste e sandali gioiello con minuscoli tacchi.
La collezione, pur giocando con il vedo-non-vedo, evita ogni forma di esibizionismo, puntando su un’estetica essenziale e sofisticata, enfatizzata da una colonna sonora che mescola note di pianoforte alle voci delle donne Fendi. Le parole in sottofondo rievocano la figura di Adele Casagrande, fondatrice del brand nel 1918, che insieme al marito Edoardo aprì il primo laboratorio di pelletteria e pellicceria a Roma. È l’inizio di una grande storia italiana, che ha superato il secolo, con la leadership familiare passata di generazione in generazione, dalle cinque figlie di Adele fino all’attuale direttrice creativa Silvia Venturini Fendi, affiancata dalla figlia Delfina Delettrez, responsabile della gioielleria della maison.
La sfilata SS25, curata da Kim Jones, si ispira agli anni Venti, epoca di nascita della maison e periodo di grande vitalità creativa, influenzata dal jazz, dal Charleston e dall’Art Déco. La collezione richiama questo fermento culturale, con dettagli grafici e frange che riportano alla mente le atmosfere del Grande Gatsby e di Mrs. Dalloway.
Fendi ha aperto in grande stile la Milano Fashion Week, che quest’anno ha anticipato l’inizio al martedì, allungando la settimana della moda di un giorno. In programma ci sono 173 appuntamenti, tra cui 57 sfilate fisiche, 69 presentazioni e 33 eventi, per una kermesse che si preannuncia indimenticabile.
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