Questa mattina Jil Sander ha presentato a Milano la collezione Primavera/Estate 2027, donna e uomo, firmata da Simone Bellotti. La sfilata era in calendario alle 10.30, nel secondo giorno della Milano Fashion Week. Jil Sander
Ho scelto questi look perché, guardandoli, mi sembra evidente la direzione che Bellotti sta dando alla maison. Il minimalismo di Jil Sander rimane, ma non è più soltanto sottrazione. Acquista volume, movimento, qualche imperfezione voluta. È una pulizia che non rinuncia a sorprendere.
Il cappotto grigio racconta forse meglio di tutti questa idea. Linea ampia, quasi severa, costruzione essenziale, pochissimi elementi visibili. Eppure basta guardare le proporzioni, il modo in cui cade sul corpo e l’abbinamento con collant chiarissimi e scarpe quasi femminili d’altri tempi per capire che dietro quella semplicità c’è un lavoro preciso. Nel look maschile lo stesso principio diventa più scuro e verticale: soprabito e pantalone largo costruiscono una figura asciutta, contemporanea, senza bisogno di aggiungere altro.
Poi arriva il giallo e cambia completamente il registro. Un abito che sembra costruito direttamente attraverso il tessuto: grandi quantità di materia avvolgono il corpo, scendono dalle spalle, si raccolgono davanti e tornano ad aprirsi. Non è il colore a fare tutto il lavoro. È il volume. E proprio dentro una maison identificata da decenni con il minimalismo, questa abbondanza controllata diventa ancora più interessante.
Mi ha colpito anche l’abito chiarissimo, quasi impalpabile. Qui Bellotti lavora esattamente al contrario: trasparenze, arricciature, sovrapposizioni e una costruzione che segue il corpo senza imprigionarlo. Le scarpe maschili nere sotto un abito così leggero spezzano volutamente qualsiasi tentazione romantica. È uno di quei dettagli che fanno capire che la collezione non cerca una bellezza troppo facile.
E poi c’è quell’incontro quasi inatteso tra il top acceso, materico, attraversato da verde, rosso e riflessi metallici, e la gonna costruita come un paesaggio. È probabilmente il look più lontano dall’immagine convenzionale che molti hanno ancora di Jil Sander. Proprio per questo funziona: dimostra che un’identità forte può permettersi anche di uscire dal proprio recinto senza perdere riconoscibilità.
Infine la camicia azzurra con la minigonna bianca. Apparentemente niente di più semplice. Ma sono le proporzioni a trasformarla: la camicia maschile, la gonna netta, il collant grigio e quella scarpa bianca con piccolo tacco e fiocco. Quasi una divisa, ma completamente riscritta.
Bellotti aveva già indicato, entrando da Jil Sander, la ricerca di un equilibrio tra struttura, sartorialità e classicismo da una parte, modernità e leggerezza dall’altra. È un percorso iniziato con il suo debutto per la maison nel 2025 e che oggi appare più libero. Vogue
È questo che trovo interessante nella Jil Sander di oggi: non distrugge il minimalismo, lo mette in movimento. Il rigore resta, ma non è più una gabbia. Il corpo entra nel progetto, il tessuto prende aria, il colore interrompe il silenzio. E quando un marchio riesce a cambiare senza perdere la propria grammatica, allora il cambiamento comincia ad avere davvero senso.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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