Settembre 23, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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PRADA, IL PAESE DELLE DONNE CON LE GONNE

Guardando la nuova collezione di Prada mi è venuta in mente un’immagine precisa: il paese delle donne con le gonne. Donne diverse, gonne diverse, modi diversi di essere femminili. E forse è proprio questa la cosa che mi ha colpito di più nella collezione di Miuccia Prada e Raf Simons.

Per diverso tempo ho avuto l’impressione che nel loro lavoro insieme la femminilità fosse stata raffreddata, qualche volta quasi sminuita, lasciando molto spazio alla ricerca, al concetto e a quella provocazione intellettuale che appartiene profondamente a Prada. Questa volta però devo ricredermi. La donna torna al centro e lo fa attraverso un capo che sembrava quasi aver perso la sua centralità: la gonna.

Ce ne sono ovunque. Lunghe, corte, dritte, ampie, trasparenti, ricamate, plissettate, con spacchi profondi, leggere oppure costruite. È come entrare davvero in questo immaginario paese delle donne con le gonne, dove però non esiste un solo modo di essere donna. Ed è qui che la collezione diventa interessante, perché Prada non recupera la gonna per riportarci indietro e nemmeno per proporre una femminilità prevedibile. La usa per raccontare donne diverse.

Mi piace anche il modo in cui dentro questo universo entra il boyfriend, quell’elemento maschile che interrompe volutamente il racconto: una camicia più larga, una giacca, una proporzione quasi rubata al guardaroba di lui. Il risultato non raffredda la donna, anzi. Il contrasto rende ancora più evidente la gonna e con lei il corpo, il movimento, la sensualità.

Spacchi, trasparenze e ricami fanno il resto, ma senza trasformare tutto in una dichiarazione urlata. Il corpo appare, scompare, viene lasciato intravedere. C’è sensualità, ma non c’è bisogno di dimostrarla continuamente. Ed è forse qui che questa collezione mi convince più di altre viste negli ultimi anni.

Naturalmente rimane Prada, con quel modo tutto suo di mettere insieme cose che apparentemente non dovrebbero stare insieme. Colori, materiali, proporzioni, dettagli volutamente strani. Miuccia Prada ha sempre avuto questa capacità: inserire qualcosa che disturba proprio quando tutto rischia di diventare troppo bello, troppo perfetto, troppo prevedibile. Raf Simons porta dentro questo linguaggio la sua visione e il risultato continua a essere immediatamente riconoscibile.

Ma questa volta, attraversando questo paese delle donne con le gonne, ho avuto una sensazione diversa. Ho visto meno distanza e più corpo, meno freddezza e più femminilità. Senza nostalgia e soprattutto senza tornare a un’idea vecchia della donna.

Forse era proprio questo il passaggio che aspettavo da Prada.

La gonna è tornata. Ma soprattutto è tornata la donna che la indossa.

 

 

Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication

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