Settembre 27, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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ERMANNO SCERVINO SS27, LA FEMMINILITÀ TORNA AL CENTRO

Ermanno Scervino porta alla Milano Fashion Week una collezione che rimette al centro una cosa semplice solo in apparenza: un abito deve valorizzare la persona che lo indossa, non sostituirsi a lei. È da qui che parte la Primavera/Estate 2027 presentata questa mattina alle 10:30 in Piazza Lina Bo Bardi 1, una sfilata costruita sulla femminilità, sulla materia e su una sartorialità che non sente il bisogno di deformare il corpo per dimostrare di essere contemporanea.

Scervino lavora sul contrasto tra struttura e leggerezza con una naturalezza che tiene insieme tutta la collezione. I blazer segnano la vita, i pantaloni si allargano, le giacche di pelle e i trench danno struttura, mentre lingerie, bustier, sottovesti, pizzi e trasparenze alleggeriscono il disegno e riportano continuamente l’attenzione sul corpo. Non sono mondi separati, ma due registri che convivono e si rafforzano a vicenda. La lingerie esce dalla dimensione privata, diventa abito, top, costruzione; il pizzo non è più semplice ornamento, ma materia vera, capace di definire una silhouette quanto una giacca ben tagliata.

Anche quando la collezione scopre molto il corpo, non c’è mai la sensazione di una sensualità urlata. Gli shorts sono corti, i bustier evidenti, le trasparenze dichiarate, ma tutto resta dentro un controllo preciso delle proporzioni. La sensualità non viene cercata attraverso l’eccesso, ma attraverso il modo in cui il tessuto cade, stringe, lascia intravedere, accompagna il movimento. È qui che il lavoro di Scervino diventa più interessante, perché il vestito non prende il sopravvento sulla donna: la accompagna e ne aumenta la presenza.

La materia ha un ruolo centrale, ma non viene esibita come esercizio tecnico. Pizzi, ricami, crochet, pelle, denim, satin e lavorazioni preziose entrano nei capi senza trasformare la passerella in una dimostrazione di bravura. Tutto resta funzionale alla silhouette. Anche la palette, dai bianchi e dagli avori fino ai toni del miele, del cuoio, del cioccolato, del nero e del rosa cipria, mantiene una continuità visiva che rende la collezione leggibile e coerente. Gli azzurri e le stampe con le palme introducono una nota più estiva, ma senza scivolare nell’immagine facile del resort.

Il punto, però, resta un altro. Un grande abito non dovrebbe mai chiedere alla persona di sparire per farsi notare. Dovrebbe fare il contrario: aumentare la sua presenza, darle forza, correggere, accompagnare, valorizzare. In questa sfilata Scervino lo fa molto spesso e lo fa senza bisogno di costruire personaggi irreali. Le modelle restano donne, il corpo resta leggibile, la femminilità non viene trattata come qualcosa da correggere o da demolire.

Ed è forse questa la parte più interessante della collezione. In una stagione in cui molta moda continua a cercare il nuovo attraverso l’esasperazione, Scervino sceglie di lavorare sulla bellezza senza renderla banale. Non rinuncia alla ricerca, ma la mette al servizio dell’abito e della persona. La moda può essere rottura, provocazione, sperimentazione, ma può ancora avere anche un’altra funzione: far stare meglio una donna dentro ciò che indossa.

 

Collezione

 

Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication

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