Parigi, 29 settembre 2026. Alle Fontaines du Trocadéro, con la Tour Eiffel sullo sfondo, Anthony Vaccarello celebra i suoi dieci anni alla guida di Saint Laurent trasformando uno dei luoghi più emblematici della capitale francese in una monumentale scenografia a cielo aperto. Grandi chandelier dorati sospesi sulla passerella, luci e riflessi sul pavimento specchiante fanno del Trocadéro una distesa d’oro.
Una scenografia spettacolare, ma non fine a se stessa. I grandi lampadari richiamano il Salon Impérial dell’Hôtel Inter-Continental, dove Yves Saint Laurent iniziò a presentare le sue collezioni nel 1976. Cinquant’anni dopo Vaccarello recupera quella memoria e la porta fuori, sotto il cielo di Parigi, facendola dialogare con la Tour Eiffel. L’oro passa dalla scena agli abiti, tra sahariane e completi dalle linee nette, ricami preziosi, trasparenze e qualche accento di colore. Poi arriva il nero, più rigoroso nei velluti e più sensuale nei grandi drappeggi. Dopo il bagliore arriva la notte, ma Saint Laurent rimane perfettamente riconoscibile.
Ed è proprio questo che continuo ad apprezzare di Vaccarello. In anni nei quali troppi direttori creativi sembrano sentire la necessità di stravolgere una Maison per lasciare il proprio segno, lui ha fatto qualcosa di più difficile: essere riconoscibile senza cancellare Saint Laurent. Ha lavorato su un’eredità enorme senza rimanerne prigioniero e senza demolirla per dimostrare di essere nuovo. Il risultato è una moda che conserva seduzione e rigore, ma porta chiaramente la sua firma.
Da giorni circolano voci circa una sua possibile uscita dalla Maison. Non c’è al momento una conferma ufficiale. Speriamo non sia vero. Al termine della sfilata Vaccarello ha simbolicamente consegnato le chiavi di Saint Laurent a suo figlio, un gesto che inevitabilmente resta impresso in una serata così carica di significati.
Vaccarello ha dato moltissimo a Saint Laurent ed è uno dei direttori creativi che continuo ad apprezzare di più. Questa sfilata lo dimostra ancora una volta: rispetto della storia, capacità di rileggerla e soprattutto una visione personale che non ha bisogno di cancellare ciò che è venuto prima.
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Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
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