Ottobre 5, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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ZIMMERMANN, ALLA PARIS FASHION WEEK LA MODA TORNA A SEDURRE

Alla Paris Fashion Week c’è chi cerca la provocazione, chi rincorre l’archivio, chi costruisce collezioni che hanno bisogno di lunghe spiegazioni per trovare una ragione. Poi arriva Zimmermann e rimette al centro una cosa molto più semplice e, forse proprio per questo, oggi più difficile: il desiderio di indossare un abito.

Nicky Zimmermann porta a Parigi la Primavera Estate 2027 e costruisce una collezione ricca, sensuale, romantica, ma soprattutto riconoscibile. Non rinnega il DNA della maison per inseguire la contemporaneità: lo fa evolvere. Chiffon, pizzi, trasparenze, drappeggi, stampe e lavorazioni floreali restano nel suo vocabolario, ma acquistano volume, movimento e una tridimensionalità nuova. Vogue Germany ha parlato di “romantic maximalism”, romanticismo massimalista. La definizione funziona, ma racconta soltanto una parte del progetto.

Perché qui il massimalismo non diventa rumore. Ogni elemento sembra trovare il proprio posto. I lunghi abiti di chiffon attraversati da rosa, lilla, arancio e giallo sembrano acquerelli in movimento; il vestito color zafferano costruisce il corpo attraverso una successione quasi scultorea di drappeggi; il pizzo grigio diventa materia, disegno e trasparenza; una minigonna floreale esplode invece in una costruzione tridimensionale, abbinata a una giacca corta color cammello. Look molto diversi, eppure immediatamente appartenenti allo stesso racconto.

Ed è forse questo il risultato più interessante della collezione: Zimmermann riesce a essere riconoscibile senza ripetersi. Non utilizza l’archivio come rifugio e non forza il linguaggio del marchio per dimostrare di essere nuova. Lavora sul prodotto. Sulle proporzioni, sulla materia, sul colore e soprattutto sul movimento. Gli abiti cambiano mentre le modelle camminano: si aprono, si gonfiano, scoprono il corpo e subito dopo lo avvolgono. La passerella restituisce così qualcosa che la fotografia statica spesso perde, il rapporto fisico tra vestito e donna.

Anche la sensualità merita attenzione. Non è aggressiva, né costruita semplicemente sulla quantità di pelle mostrata. Nasce dalle aperture, dalle trasparenze, dai tessuti che scivolano sul corpo, dalla leggerezza. Persino quando il volume aumenta, la figura non scompare. È una femminilità dichiarata, senza bisogno di giustificarsi o trasformarsi in esercizio concettuale.

Nicky Zimmermann sembra ricordare una regola elementare che la moda, ogni tanto, dimentica: un abito può avere ricerca, costruzione e identità e continuare a essere bellissimo da guardare. Non c’è contraddizione tra progetto e seduzione. Anzi, quando il lavoro è riuscito, l’uno alimenta l’altra.

In una stagione nella quale abbiamo visto molti marchi interrogarsi sulla propria identità, Zimmermann appare invece sorprendentemente sicura della propria. Sa chi è, conosce la donna a cui parla e soprattutto conosce il prodotto. Non ha bisogno di distruggere i propri codici per dimostrare di andare avanti.

Forse è proprio questa la forza della Primavera Estate 2027: non chiede allo spettatore di capire la collezione prima di desiderarla. Prima arriva l’emozione. Poi, guardando meglio, si scopre tutto il lavoro che c’è dietro.

E quando succede, la moda torna a fare magnificamente il suo mestiere.

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Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication

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