Giugno 10, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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JIL SANDER, COLLEZIONE SPRING SUMMER 2026

 Simone Bellotti | parola chiave: pulizia

Nel panorama delle debut, quello di Simone Bellotti da Jil Sander generava già aspettativa — non tanto per curiosità lontana, quanto per quella che palpita nelle attese vere. Bellotti, con un percorso radicato nella moda e nel design, ha fatto il crocevia della sua carriera tra specificità artigianali e visione contemporanea. Prima Bally — dove ha lasciato tracce — ora Jil Sander diventa il suo campo di rilettura.

Con Bellotti, il minimalismo si arricchisce di stratificazioni. Jil Sander (la fondatrice) ha lasciato un’eredità potente, poi reinterpretata da Raf Simons, Vukmirovic, Paglialunga, e da Luke e Lucie Meier. Bellotti subentra con la consapevolezza di confrontarsi con quel patrimonio, senza rinunciare al suo sguardo personale.

Nel backstage racconta: «Cerco un equilibrio tra classicismo e modernità attraverso uno studio discreto dello svelamento del corpo. Rivelare l’essenza del corpo con eleganza non è un’operazione facile».

Design, tagli alla Fontana
Bellotti non ragiona per concetti astratti, ma per vestibilità — e questa concretezza emerge nelle sue scelte. Giacche dal taglio essenziale, pantaloni affusolati come matite, maglieria sottile con tocchi di colore, soprabiti in pelle e abiti che giocano con veli e doppie superfici: dietro il capo appare l’inerzia, davanti si apre la tensione.

In alcuni modelli, il corpo affiora attraverso tagli ispirati alle incisioni di Lucio Fontana: non fenditure violente, ma spazi che disegnano e suggeriscono. Jil Sander ha già usato questo lessico — Raf Simons ne ha fatto un tratto distintivo. Bellotti, però, introduce la parola “pulizia” come sua cifra, come un’interpretazione moderna del minimalismo da cui partire e reinventare il dialogo con Helmut Lang, con la Sander di sempre e con chi ha camminato su quel sentiero.

Con questa collezione Bellotti non inaugura solo una stagione, ma un possibile punto di ripartenza. Un minimalismo che parla, che si misura con il corpo, con la luce, con il segno. Una pulizia che non svuota, bensì concentra.

 

 

Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager

Alessandro Sicuro Comunication

 

 


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