L’“analog dressing” rimette al centro abiti vissuti, accostamenti personali e piccoli dettagli imperfetti. La sfida è non trasformare anche la spontaneità nell’ennesima tendenza da copiare.
Dopo anni di look costruiti per funzionare bene in fotografia, cresce l’interesse per un modo di vestirsi meno levigato e più personale. L’analog dressing valorizza capi già indossati, sovrapposizioni spontanee e combinazioni che raccontano chi li porta, più che un’estetica pronta da replicare.
La contraddizione è evidente: appena la spontaneità riceve un nome, rischia di diventare una nuova formula. Il punto, allora, non è vestirsi “male” per sembrare autentici, ma tornare a scegliere gli abiti per come si vivono, non per come appaiono sullo schermo.
in english: Sure-Com America
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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