Settembre 10, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Susan Sarandon, Luca Marinelli e Alicia Vikander sul red carpet di The Echo Chamber a Venezia 83

SUSAN SARANDON IN THE ECHO CHAMBER DI ANDREA PALLAORO: L’ULTIMA SCENEGGIATURA DI BERTOLUCCI

L’ultimo progetto scritto da Bernardo Bertolucci, insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, arriva sullo schermo come The Echo Chamber, diretto da Andrea Pallaoro. Nel cast Susan Sarandon, Luca Marinelli e Alicia Vikander.

Susan Sarandon arriva a Venezia 83 con The Echo Chamber, il film di Andrea Pallaoro presentato in concorso. Ma dietro questo titolo c’è qualcosa che rende il progetto particolarmente interessante: alla sua origine c’è l’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, scritta insieme a Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.

Pallaoro prende in mano questa eredità senza cercare di rifare Bertolucci. Il film resta concentrato sui personaggi e sulle loro relazioni, quasi interamente dentro un appartamento che poco alla volta diventa parte del racconto.

Luca Marinelli interpreta Leo, un produttore musicale inquieto. Alicia Vikander è Anne, fisioterapista legata a lui da un rapporto complicato, fatto di avvicinamenti, distanze e dipendenze difficili da sciogliere.

Poi c’è Ava, Susan Sarandon. Una grande cantante che lavora con Leo a quello che potrebbe essere il suo ultimo album. Con il suo ingresso cambia anche il tono della storia. Ava ha alle spalle una vita, un amore perduto e una consapevolezza che gli altri personaggi ancora non possiedono.

È qui che la scelta di Susan Sarandon acquista senso. Non soltanto per il prestigio di avere nel cast una delle grandi attrici americane, ma perché la sua esperienza entra direttamente nel personaggio. Sarandon non deve costruire una presenza: le basta esserci. Il volto, lo sguardo e perfino i silenzi raccontano molto prima delle parole.

A Venezia ha parlato anche delle conseguenze delle sue prese di posizione sulla Palestina. Dopo le polemiche del 2023 e la rottura con la sua agenzia, ha raccontato di essere stata esclusa da alcuni progetti e di aver subito una forma di boicottaggio professionale. Ha però ribadito il valore della libertà di espressione e del cinema come spazio capace di dare voce anche a chi viene marginalizzato.

Pallaoro utilizza bene anche lo spazio. L’appartamento non fa soltanto da sfondo. Diventa il luogo nel quale i rapporti si stringono, si consumano e lasciano tracce. È un cinema che preferisce osservare piuttosto che spiegare.

Il cast funziona proprio per le differenze. Marinelli porta l’inquietudine di Leo, Vikander una tensione più trattenuta, Sarandon una maturità che cambia il peso delle scene. Tre attori molto diversi, senza che uno debba necessariamente prevalere sugli altri.

Eppure è difficile non fermarsi su Susan Sarandon. Anche a Venezia conserva quella presenza che l’ha resa riconoscibile per decenni: nessuna necessità di inseguire l’età o di nasconderla. Ed è forse questo uno dei punti più interessanti anche del film.

Il cinema funziona davvero quando smette di avere paura del tempo. Un volto non deve essere più giovane per diventare più interessante. A volte accade esattamente il contrario: sono gli anni, le esperienze e quello che resta sul viso a dare profondità a un personaggio.

In The Echo Chamber Sarandon porta proprio questo. Pallaoro raccoglie l’ultima scrittura cinematografica di Bernardo Bertolucci e la affida a tre interpreti che raccontano, ciascuno a modo proprio, quanto sia difficile vivere con gli altri ma anche separarsene.

E forse il titolo parte proprio da qui. Da quelle persone che, anche quando escono dalla nostra vita, continuano in qualche modo a risuonare dentro di noi.

 

 

 

Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication

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