Tre regate, tre vittorie. È soltanto una giornata di prove e non assegna punti, ma Luna Rossa nel Golfo di Napoli ha già fatto vedere qualcosa. Non tanto per il risultato, che nelle practice race conta fino a un certo punto, quanto per il modo: velocità, precisione e una capacità di leggere il campo che ha portato il team italiano a staccare gli avversari anche di 500 metri.
Ieri, 24 settembre, con una brezza tra i 10 e i 12 nodi, gli AC40 hanno superato i 30 nodi. Peter Burling e Marco Gradoni al timone, Maria Giubilei e Gigi Ugolini alle regolazioni. Luna Rossa ha scelto partenze prudenti, poi ha trovato il lato giusto del campo e se n’è andata. Tre volte su tre.
Ma guardando queste immagini viene fuori anche un’altra cosa. L’America’s Cup non è più soltanto una competizione velica. Intorno a queste barche si sta costruendo un sistema nel quale sport, tecnologia, lusso, immagine e comunicazione finiscono per parlare la stessa lingua.
LUNA ROSSA, NAPOLI E IL BUSINESS DIETRO LE VELE
Basta guardare i nomi. Louis Vuitton è title partner della 38ª America’s Cup. Luna Rossa porta con sé una storia che da anni incrocia quella del Gruppo Prada. Tudor dà il nome al team svizzero Alinghi, La Roche-Posay a quello francese. E proprio alla vigilia delle regate di Napoli è arrivata anche MSC Crociere come Global Cruises Partner della competizione.
Non è un dettaglio. È il segnale di quanto l’America’s Cup sia diventata una piattaforma globale capace di mettere insieme performance, ricerca, design e valore dei marchi. Un terreno che, per certi aspetti, non è così distante dalla moda. Cambiano gli strumenti, naturalmente: da una parte tessuti, abiti e passerelle, dall’altra carbonio, foil e barche che volano sull’acqua. Ma dietro c’è la stessa necessità di costruire identità, innovazione e desiderio.
IL GOLFO COME PALCOSCENICO
E poi c’è Napoli.
Qui il discorso cambia ancora. Perché una manifestazione di questa dimensione non porta davanti alle telecamere soltanto le barche. Porta il Golfo, il lungomare, la città, il paesaggio italiano. E quando tecnologia e competizione si muovono davanti a uno scenario del genere, anche il territorio diventa parte del racconto.
È forse questo l’aspetto più interessante della Coppa America che arriverà qui nel 2027. Non solo una regata, ma un enorme dispositivo internazionale di comunicazione. Uno di quegli eventi nei quali il prodotto sportivo è soltanto il centro di un sistema molto più grande fatto di aziende, sponsor, media, turismo, design e immagine.
DA OGGI SI FA SUL SERIO
Da oggi, 25 settembre, però si comincia a fare sul serio. Le prove lasciano spazio alle regate della Preliminary Regatta di Napoli: tre prove di flotta oggi, altre tre sabato e due domenica, prima del match race finale tra le prime due barche.
Quello visto ieri quindi non assegna ancora nulla. Ma una cosa l’ha detta chiaramente: Luna Rossa, davanti a Napoli, è partita forte.
E questa volta non sarà soltanto una questione di vela.
Fonte: America’s Cup, Luna Rossa Team, 24 settembre 2026.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
Scopri di più da ALESSANDRO SICURO COMUNICATION
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










Altre storie
DOLCE&GABBANA SS27, QUANDO IL MADE IN ITALY DIVENTA DIVULGAZIONE
ERMANNO SCERVINO SS27, LA FEMMINILITÀ TORNA AL CENTRO
GUCCI SS27: QUANDO L’ESASPERAZIONE DIVENTA LINGUAGGIO